Il Tirreno

Rifiuti, la maggioranza si divide

Chiara Castaldi
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Via libera del consiglio comunale alla società mista che gestirà i rifiuti

Astenuto l'Idv, ma il Comune entra nella newco

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ROSIGNANO. Il Comune di Rosignano aderisce all'Ato Costa, la nuova società di area vasta per la gestione dei rifiuti. Sarà nella società con il 6,63% del capitale di partenza, che è di 120mila euro. Questo quanto deliberato dal consiglio comunale di ieri con il voto favorevole di una parte della maggioranza, quella dal Pd, mentre l'Idv, autrice peraltro di un ordine del giorno approvato, si è astenuto. Così come Il Cambio e Rd. Contrari Pdl, Gruppo misto Sel e Gruppo comunisti.  Dopo l'intervento dell'assessore Daniele Donati, che ha illustrato i contenuti della delibera, si è avviato il dibattito, che ha visto anche la votazione di due ordini del giorni sul tema: una approvata, quella presentata da Sandra Lancioni dell'Idv, appunto; bocciata invece l'altro, di Nerina Monti di Sel, che proponeva una gestione interamente pubblica del servizio «come peraltro - afferma la consigliera - è stato espresso dall'esito del referendum del 12 e 13 giugno scorsi». Aspetto quest'ultimo richiamato anche nell'intervento di Maria Grazia Angeli del Pdl la quale ha inoltre espresso perplessità sulla nuova società temendo che diventi «il solito carrozzone per distribuire poltrone».

La consigliera Pdl ha anche rimarcato la necessità, prima di aderire in nuove società, di «definire i contenziosi che riguardano Rea». Un intervento nel quale Francescalberto De Bari del Cambio «si è rispecchiato» rimarcando la responsabilità della Regione nella realizzazione del nuovo assetto, la quale «si è opposta solo fino a un certo punto». Il consigliere ha anche espresso un dubbio sull'equità delle imposte del nuovo ente: «il capitale della nuova società - afferma - si basa sui conferimenti attuali di tutti i comuni interessati. Cosa succederà se i conferimenti diminuiranno? Si spalmeranno le spese per mantenere le imposte al livello stabilito inizialmente?». «La società che si costituirà - ha replicato il sindaco Alessandro Franchi - non guadagna sulle quantità di rifiuti, ma sui servizi erogati. Quindi questo aspetto non mette a rischio in alcun modo neanche la raccolta differenziata», ha aggiunto riferendosi a un timore espresso da Monti. Altro rischio secondo De Bari anche quello dello «scarso peso della rappresentanza pubblica che, benché maggioritaria, rischia di essere frammentaria dato che sarà costituita da oltre 100 comuni». Sullo stesso tema, perplesso anche Giorgio Franconi del Gruppo comunisti che dice: «nei cda della newco, la nuova società che gestirà il servizio, non è prevista la rappresentanza delle minoranze». Sul tema della rappresentanza ha rassicurato Michele Bianchi del Pd il quale ha detto: «il dibattito di oggi serve proprio a suggerire all'amministrazione le indicazioni di quelle che sono le volontà delle diverse forze politiche che rappresentano la comunità; di esse l'amministrazione dovrà farsi portavoce e garante».

Angela Porciani di Rd invece, ha chiesto tempo «per aprire un confronto serio sulla questione». «Il consiglio comunale - ha replicato Franchi - può anche decidere di tirarsi fuori dalla newco, ma essa si costituirà lo stesso. Entrare a farne parte significa avere più voce in capitolo e poter tutelare di più gli interessi dei cittadini».

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