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 Nel gennaio 2010 tre cecinesi sono truffati. Stavolta volevano acquistare online un'auto che poi si rivelava inesistente. La macchina fotografata e catalogata era di ignari cittadini, non in vendita. Loro versavano acconti con vaglia al fantomatico truffatore: uno straniero che aveva fatto lavoretti in Italia. Ad ottobre del 2009, invece, 9 persone tra cui due livornesi vengono arrestate dai carabinieri di Riccione per una maxitruffa nata sul web. Solo che stavolta si invitano i venditori ad esporre le loro auto in saloni, poi fingendo lo smarrimento dei libretti, i truffatori fanno cancellare al Pra e le auto lasciate dagli ignari cittadini vengono vendute all'estero.

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