Il Tirreno

Lettera. Lo sfogo della speaker storica, Barbara Giorgi

«Non ho mai dichiarato il rione eppure ho sempre potuto votare»

Barbara Giorgi   (la speaker della Targa)

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Avevo 11 anni quando ho partecipato alla prima sfilata nel rione Ponte, in cui ho militato fino al 1992. Ah già ma sta tutto lì l'intoppo: non ho dichiarato il rione d'appartenenza come recita l'art. 5 dello statuto. La stessa sorte è capitata a chi ha portato a casa il massimo trofeo e a chi allena i ragazzi.  Mi domando: siccome l'art. 5 c'era anche nello statuto precedente, e io non ho mai dichiarato il rione di appartenenza e ho sempre votato, forse l'uso e la consuetudine non valgono più.  Due mesi fa la signora Flora Lombardi (della commissione elettorale) mi propose la candidatura a presidente. Risi, dissi che non avevo le caratteristiche. Lei rispose che sarebbero bastate tutte quelle emozioni che ho sempre fatto vivere ai targaioli. Le mie emozioni bastavano a fare il presidente e non sono bastate ad avere il diritto di esprimere un voto?  Chi ha preso la decisione di non ammettere 169 persone al voto si è preso anche la grande responsabilità di aver gettato una grande ombra nera su questa nuova gestione perché il risultato uscito dalle urne, secondo me, non rispetta la volontà del "popolo dei capannoni".  Il mio è solo uno sfogo targaiolo, non intendo tornare al voto né tantomeno disconoscere la nuova presidenza. Esprimo tutta la solidarietà al presidente uscente Lido Franconi rinnovandogli la mia stima e il mio affetto. La sua squadra ha permesso all'associazione di crescere e dare agli otto rioni una tranquillità economica mai avuta.  Voglio allo stesso modo augurare buon lavoro a Susanna Pecchia perché purtroppo parte in salita e auspico che questo incidente formale non contribuisca a portare 169 persone in meno alla nostra amata Targa Cecina.

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