Il Tirreno

Tessere annullate, è già bagarre

Paolo Marsili
Il presidente uscente della Targa Cecina Lido Franconi e, a destra, il seggio elettorale allestito sabato nella sede dei capannoni
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Il presidente uscente della Targa Cecina Lido Franconi e, a destra, il seggio elettorale allestito sabato nella sede dei capannoni

E qualcuno chiede: perché non è stato fatto pagare l'euro previsto?

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 CECINA. Erano quasi le 10 di sabato sera quando dall'urna è stata estratta l'ultima scheda della votazione per eleggere il nuovo presidente della Targa Cecina, che dal 1º gennaio resterà in carica per i prossimi tre anni. Lo spoglio si si era già indirizzato da un po' a favore di Susanna Pecchia, seppure di stretta misura. Comunque l'esito finale lo comunica Roberto Baesso.  Il quale, uscendo dalla stanza delle votazioni, dice: «Abbiamo la papessa».  «Ma che confusione!» Mentre redige il verbale, altra espressione colorita del vice presidente dell'associazione Davide Fiorentini (a fine mandato): «Che casotto è venuto fuori da quelle 165 tessere non valide per votare; con quelle forse l'esito avrebbe potuto essere diverso; c'è da rattoppare tutto, speriamo bene». La segretaria Martina Sandroni taglia corto: «Sono diventata presidente del Campaciocchi, ora mi dedico solo a questo e al mio rione». Con loro due, gli scrutatori Fabio Becatti e Manrico Pedroni. Quest'ultimo, terminato il suo compito, va al capannone del Centro dove è già cominciata la festa dei rionali attorno alla Pecchia.  I progetti della neo eletta. «Sono contentissima - dichiara Susanna - volevo fare la presidente e ora lo sono. Non mi nascondo le difficoltà che mi attendono a gestire una Targa da rivalutare, da rinnovare in alcuni suoi aspetti più genuini e popolari della manifestazione, cominciando a sensibilizzare continuamente i giovani. Spero di riuscirci con l'aiuto di tutti i rionali, quindi a breve andrò a consultare i rioni. La votazione ha creato una situazione particolare ma il grande sentimento di ognuno verso la Targa deve far superare gli ostacoli e sospingere tutti in avanti. Chiaramente, si tratterà di privilegiare certe iniziative senza stravolgere quanto è già in essere che, del resto, è importantissimo ai fini economici. Sono fiduciosa, poi vediamo; ora mi prendo qualche giorno di riposo e riflessione».  Direttivo e toto nomi. Pecchia deve lasciare la presidenza del Centro, e Vasco Senesi ha pronto il rimedio: «Nessun problema, sarà la sua vice Gabriella Basso». Ma l'annullamento delle 165 schede pesa sull'elezione come un macigno. "Incredibile che sia successo - dice Mauro D'Ambrogio, socio fondatore - è inammissibile che chi gestisce l'associazione non sappia bene lo statuto, la tessera deve portare il nome e il rione di appartenenza». E Mauro Guglielmi, socio onorario, aggiunge che «ogni tessera costa un euro, invece i presidenti rionali, tutti d'accordo, hanno deciso di non farlo pagare». Come dire, c'è stata una sorta di "corsa" alla tessera per rimpinguare i voti; ma è una decisione regolare o contraria allo statuto, e potrebbe inficiare la votazione?  Ma quell'euro? Inviperita Barbara Giorgi: «Ma come? Non m'hanno fatto votare nemmeno me, che mi sono sempre data tanto da fare, presentando tutti gli spettacoli. Lo sanno tutti che sono una del Ponte dalla nascita. Questa non me la sarei mai aspettata. E poi mi capita anche di essere presa in giro; in centro uno che pure lui non ha potuto votare m'ha detto "Col cavolo ridò soldi alla Targa", facendomi il gesto dell'ombrello sotto il braccio. Una cosa così non mi va proprio giù». Ancora il Baesso, ex del direttivo, dice: «La Targa passa di mano, a una donna che non è la prima; ne abbiamo avuta già un'altra, Antonella Gentili, e mi sembra che non siamo andati male. Quindi stiamo calmi, vediamo di ragionare e di continuare a lavorare con passione e dedizione. Intanto entra in vigore il nuovo statuto; l'associazione comprenderà i presidenti rionali e una loro persona di fiducia, mentre il presidente ne sceglierà due».  Il rammarico di Franconi. Circolano i nomi di Marco Polidori e Gianfranco Bigazzi. L'ex presidente Lido Franconi, ovviamente, è rammaricato: «Purtroppo è andata così, gli errori si pagano. Mi dispiace soprattutto per quelli che non hanno potuto votare. Mi auguro che il fatto non diventi traumatico. Io alla Targa ho dato tanto, ho dedicato tanto tempo. Perchè il gestirla lo richiede: per fare i vari permessi, cercare gli sponsor e svolgere varie attività collaterali come Expo, mercatini e sbaracco, spettacoli, ultimamente anche l'area della Cecinella con il bar e la pizzeria sempre affollata, la pista da ballo. Poi i contatti con i rioni, quelli indispensabili col Comune e i commercianti. Non so se lei potrà farlo, lavora tutto il giorno all'Università di Pisa; e penso anche che dovrà trovarsi dei collaboratori in gamba come sono stati quelli della mia squadra, che si sono formati pian piano, accumulando esperienza dopo esperienza, e ora la macchina era a pieno regime. Lei avrebbe fatto meglio, penso, ad essere una del direttivo prima che presidente».

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