La manifestazione
In Antartide a studiare i pinguini
Rino Bucci
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Una colonia di pinguini al Polo sud Geologa cecinese in partenza per una spedizione al Polo sud
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CECINA. Un volo di giorni, sopra paesi, popoli, fiumi e culture diverse. Rotta fissa: l'estremo sud. Sempre più giù, fino ai piedi del mondo, fino all'Antartide. Una spedizione scientifica con i contorni dell'avventura, sulle tracce dei pinguini e del loro habitat. Tra i protagonisti di questo viaggio anche una geologa cecinese di 32 anni, Sandra Lorenzini. Il viaggio. Classe '79, una laurea con lode (più dottorato) e un assegno di ricerca in tasca che sta per scadere, Sandra Lorenzini fa parte di un progetto triennale finanziato dall'Antarctica New Zealand, l'ente che si occupa degli studi neozelandesi al Polo sud. Sarà una delle circa quattromila persone che ogni anno riescono a raggiungere il continente più incontaminato e selvaggio del pianeta. Sabato prossimo Sandra lascerà Cecina e percorrerà quei sedicimila chilometri (in linea d'aria) che dividono le coste livornesi dai confini del mondo. Ci rimarrà quasi due mesi. «La nostra spedizione - dice la studiosa - partirà da Christchurch, in Nuova Zelanda, il 2 dicembre. Arriveremo nella base neozelandese di Scott sull'isola di Ross con un aereo militare». I primi sette giorni saranno dedicati solo al corso di addestramento e sopravvivenza. «Ma la preparazione è già iniziata. In queste settimane - racconta - abbiamo dovuto sottoporci a diverse visite mediche e analisi». Un passaggio indispensabile prima di partire per un continente più grande dell'Europa, abitato in media da circa mille persone (tutte nelle basi scientifiche) e dove le temperature variano dai meno 25 ai meno 40 gradi. «La nostra spedizione arriverà durante il periodo estivo - spiega la ricercatrice - quindi il clima dovrebbe essere un po' più mite. Attualmente si viaggia intorno ai meno dieci». La Scott base. Per due mesi la nuova casa della cecinese si chiamerà Scott base. La stazione di ricerca è composta da una serie di prefabbricati verdi su 1.800 mq nell'isola di Ross. Deve il suo nome a sir Robert Falcon Scott, l'esploratore britannico che perse la vita a inizio secolo, al tempo delle grandi spedizioni e della conquista del Polo sud. In estate, Scott base è frequentata da circa 80 studiosi, in inverno diventano 10. Alla stazione, con Sandra Lorenzini ci saranno anche gli altri componenti del progetto: il professor Carlo Baroni dell'università di Pisa, il professor Craig Millar dell'università di Auckland e la biologa Yvette Wharton. L'altra ricercatrice, Maria Cristina Salvatore, partirà per la prossima spedizione. Nel centro di studio sull'isola di Ross saranno pianificate tutte le attività di ricerca più importanti. «Ma la spedizione prevede anche due spostamenti durante i giorni di permanenza - spiega la geologa - il primo sarà verso una struttura satellite della base, si chiama Cape bird hut ed è un rifugio satellite di Scott base. L'altro spostamento sarà nel campo di Cape Royds, lì per dieci giorni ci saranno solo tende e attrezzatura da campo». Tutti gli spostamenti avverranno in elicottero. Sulle tracce dei pinguini. Sono loro, i pinguini, i protagonisti della ricerca. «La nostra attività si basa sul campionamento e la raccolta di fossili nelle colonie abbandonate. In Antartide si trovano resti che risalgono anche fino a 10mila anni fa. Li portiamo in laboratorio e li datiamo con il carbonio 14». Ma a cosa serono i fossili dei pinguini? «Sono degli ottimi indicatori ambientali. I pinguini abitano solo dove c'è un ottimo equilibrio tra ghiaccio e zone deglaciate. Se queste condizioni vengono meno se ne vanno. Analizzando i loro resti possiamo capire com'è cambiato l'ambiente nel tempo. Inoltre dai fossili, con l'analisi chimica, si può risalire alle variazioni nella dieta di questi animali». I quattro esploratori si muoveranno tra i ghiacci del Polo con dei badili e sacchetti alla ricerca dei resti. «Serve attenzione, ma il professor Baroni ha alle spalle già 12 spedizioni e ormai l'occhio è allenato. Appena troviamo le tracce di una ex colonia di pinguini ci mettiamo a scavare. Raccogliamo i gusci delle uova e il materiale fossile. Poi lo portiamo al campo per gli studi geologici». Parte di questi degli resti di questi animali arriverà anche in Italia con una nave. Il futuro. «L'Antartide è sempre stata il mio sogno - racconta la ricercatrice - sin dai tempi della tesi. È un mondo ancora tutto da scoprire dove l'ambiente si è mantenuto intatto. Avrei preferito arrivare alla base italiana che c'è nel continente, ma da un po' di tempo le spedizioni sono ridotte». I tagli alla spesa arrivano fino al Polo sud. «Questo viaggio è un sogno che si realizza e questa esperienza - dice Sandra - la vorrei dedicare ai miei genitori e a mia sorella. A loro devo tutto». Quasi due mesi ai confini del mondo e prima di questi le esperienze in Scozia, in America, Australia. «Tra un anno però - spiega Sandra - l'assegno di ricerca con l'università di Pisa scadrà e a quel punto ci sarà da decidere che cosa fare, andrà trovato un lavoro. In Italia non è che ci siano troppe prospettive. E purtroppo, tra dodici mesi, non escludo di trovarmi già all'estero».
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