Il Tirreno

Il Comitato ha iniziato a muoversi incontrando l’ufficio tecnico del Comune. Ma sarà un percorso lungo

Primo passo per il restauro del teatro De Filippo

Federica Lessi
Il teatro De Filippo
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Il teatro De Filippo

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 CECINA. Il Comitato De Filippo ha iniziato il percorso con il Comune per il restauro e la trasformazione del teatro. Un incontro con l'ufficio tecnico ha segnato l'avvio del percorso che unisce l'amministrazione e le associazioni locali per valorizzare il teatro. Il viaggio è iniziato ma la strada per il Comitato si annuncia in salita.  Le insidie stanno nella mancanza di fondi per il restauro, ma anche in una eventuale gestione, tecnica e artistica, che non deriva automaticamente da un processo partecipato ma dovrà seguire le procedure di evidenza pubblica cui l'ente è obbligato. Il Comitato procede per gradi e per ora si concentra sui lavori strutturali. L'incontro con il dirigente alle opere pubbliche e patrimonio Renato Gori è il primo di una serie di riunioni in cui i rappresentanti delle associazioni guidate da Artimbanco e i tecnici (tra i quali lo studio di architettura Poli Buli e il service audio video Ris) potranno visionare le carte e trovare con il Comune il modo migliore per restaurare la biglietteria e creare uno spazio da adibire a bar nella galleria o al piano terra (per consentire l'accesso a disabili). Sta andando avanti la pratica con Ealp per installare i pannelli solari, che consentirebbero allo spazio di contare su energie proprie riducendo i costi di apertura.  «Abbiamo accolto l'idea perché valida - dice l'assessore alla cultura Antonio Garigali - quindi la volontà politica c'è, ora si tratta di valutare quello che è possibile fare e come. I fondi per restaurare la biglietteria si troveranno l'anno prossimo, poi speriamo che ce ne siano anche per il bar. Naturalmente saremmo ben lieti di poterlo fare».  La speranza è che sia la volta buona, visto che il progetto del bar in galleria fu preso in considerazione già al momento della ristrutturazione del teatro ma non fu fatto per mancanza di soldi.  «Ammesso che tutto si concretizzi - prosegue Garigali - la gestione dovrà essere messa a gara, secondo le procedure dell'ente». Questa riguarda sia la gestione del bar (un esercizio commerciale che richiederebbe anche il pagamento di un canone di locazione) che la gestione tecnica e artistica.  «Potremmo pensare a un solo bando per tutti gli aspetti - ipotizza l'assessore - la parola passerà ai tecnici».  Al momento la gestione tecnica del teatro (luci, fonica e biglietteria) è stata affidata su bando.  «Sts di Rosignano vinse la gara di appalto indetta nel 2007 - spiega Mariangela Arnavas, dirigente del settore servizi alla persona e alle attività culturali - quando il Comune uscì da Armunia. Al bando peraltro partecipò anche Artimbanco in associazione con un altro soggetto ma non risultò vincitore. Un nuovo bando è previsto per giugno 2012».  Non meno spinoso appare il cambio di gestione per le attività teatrali. «Per la programmazione e la direzione artistica - continua Arnavas - il Comune si è pronunciato a favore della Fondazione Toscana Spettacolo, di cui è socio, con una delibera del consiglio. Un cambiamento a favore di un altro soggetto dovrebbe essere motivato dal miglioramento del servizio e avere l'approvazione dell'assemblea consiliare. Inoltre il budget per Fts è solo per finanziare gli spettacoli e non per la direzione artistica, che non ne ha mai avuto uno».

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