Toscana
Pecchia presidente vince al fotofinish contro Franconi
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Le urne e votanti in attesa all’ingresso dei seggi3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Un voto partecipato, ma all'insegna della polemica, quello di ieri per il rinnovo della presidenza e del direttivo della Targa Cecina, che ha portato all'elezione dell'outsider Susanna Pecchia, candidata contro il presidente in carica Lido Franconi. Pecchia ha vinto con 29 voti di scarto: 256 contro 227. Alle urne, allestite nella sede della segreteria dei capannoni, si sono recate in poche ore quasi 500 persone. 491 per l'esattezza, sui 588 aventi diritto. Un tempo davvero breve, appena cinque ore. I seggi si sono aperti infatti alle 14.30, per chiudersi alle 19.30.
Un sabato pomeriggio nel quale nei capannoni della Targa è stato un susseguirsi di elettori. Che addirittura hanno atteso in fila il loro turno per depositare la scheda nell'urna. Ma la vera notizia sono quelle 165 tessere sociali annullate, che possono aver pesato sull'esito finale del voto e che promettono di aprire un post-elezioni all'insegna dei veleni. E forse dei ricorsi. Di sicuro fanno notizia i nomi di alcuni esclusi eccellenti e di una riammissione in extremis. Quella di Emilio Griselli, presenza storica della Targa. Anche la sua tessera era tra quelle giudicate irregolari. Ma è stato riammesso dalla commissione elettorale, perché candidato tra i probiviri. Tra i nomi noti che non hanno potuto votare, la stessa speaker della Targa, Barbara Giorgi; un vincitore della corsa come Sauro Papi, del rione Stazione, e il direttore sportivo del Campaciocchi Andrea Bianchi. Ma anche Valentina Cecconi, figlia del compianto presidente storico del rione Marina, Luciano.
E l'ex speaker Serena Modric, così come Roberto Bartoli, membro del Ccn (Centro commerciale naturale). Il motivo dell'annullamento delle tessere? La commissione elettorale, presieduta da Carmine D'Addese, ha valutato irregolare la compilazione. All'ultimo punto, infatti, la tessera prevede l'apposizione del nome del rione di appartenenza. E queste 165, molte delle quale compilate negli ultimi giorni che hanno preceduto il voto - era possibile associarsi fino a 48 ore prima dell'apertura dei seggi - non riportavano il nome del rione. La campagna elettorale dei due candidati alla presidenza è stata intensa, con una ricerca di sostenitori all'ultimo colpo. Anche attraverso facebook: la sfidante ha scelto infatti il popolare social network per veicolare il proprio programma. Più tradizionale il porta a porta di Franconi.
Alla chiusura delle urne è cominciato lo spoglio che si è protratto un paio d'ore. Alla fine ha prevalso Susanna Pecchia, presidente del rione Centro, per 256 voti. Contro i 227 di Lido Franconi. Gli aventi diritto al voto erano 588 (sarebbero stati 753 con le tessere invalidate), hanno votato in 491, 8 le schede bianche. Hanno festeggiato nella sede della Targa i sostenitori della Pecchia. Il commento a caldo della vincitrice è stato comunque prudente. «Sono soddisfatta, ma è una vittoria risicata - ha detto - e quindi anche nella costituzione del prossimo direttivo dovremo procedere con cautela, per il bene dell'associazione». «Ringrazio e mi scuso con tutti coloro che non hanno potuto votare per una situazione assurda - ha commentato Franconi, il cui mandato scade il 31 dicembre -. Qualcuno farà le sue rimostranze se lo riterrà necessario. Io mi auguro che la Targa vada avanti, ma non ci credo veramente.
E mi dispiace davvero perché credo di aver dato il massimo in questi anni: non sarò un diplomatico ma sono un lavoratore e tutti i compiti che ci hanno assegnati, e di questo ringrazio l'amministrazione comunale, li abbiamo portati a termine, così come faremo fino al 31 dicembre». Gli altri eletti: sindaci revisori Marco Carli, Luca Bartolini e Walter Genovesi; probiviri Emilio Griselli, Claudio Di Nardo e Walter Dominici.
Un sabato pomeriggio nel quale nei capannoni della Targa è stato un susseguirsi di elettori. Che addirittura hanno atteso in fila il loro turno per depositare la scheda nell'urna. Ma la vera notizia sono quelle 165 tessere sociali annullate, che possono aver pesato sull'esito finale del voto e che promettono di aprire un post-elezioni all'insegna dei veleni. E forse dei ricorsi. Di sicuro fanno notizia i nomi di alcuni esclusi eccellenti e di una riammissione in extremis. Quella di Emilio Griselli, presenza storica della Targa. Anche la sua tessera era tra quelle giudicate irregolari. Ma è stato riammesso dalla commissione elettorale, perché candidato tra i probiviri. Tra i nomi noti che non hanno potuto votare, la stessa speaker della Targa, Barbara Giorgi; un vincitore della corsa come Sauro Papi, del rione Stazione, e il direttore sportivo del Campaciocchi Andrea Bianchi. Ma anche Valentina Cecconi, figlia del compianto presidente storico del rione Marina, Luciano.
E l'ex speaker Serena Modric, così come Roberto Bartoli, membro del Ccn (Centro commerciale naturale). Il motivo dell'annullamento delle tessere? La commissione elettorale, presieduta da Carmine D'Addese, ha valutato irregolare la compilazione. All'ultimo punto, infatti, la tessera prevede l'apposizione del nome del rione di appartenenza. E queste 165, molte delle quale compilate negli ultimi giorni che hanno preceduto il voto - era possibile associarsi fino a 48 ore prima dell'apertura dei seggi - non riportavano il nome del rione. La campagna elettorale dei due candidati alla presidenza è stata intensa, con una ricerca di sostenitori all'ultimo colpo. Anche attraverso facebook: la sfidante ha scelto infatti il popolare social network per veicolare il proprio programma. Più tradizionale il porta a porta di Franconi.
Alla chiusura delle urne è cominciato lo spoglio che si è protratto un paio d'ore. Alla fine ha prevalso Susanna Pecchia, presidente del rione Centro, per 256 voti. Contro i 227 di Lido Franconi. Gli aventi diritto al voto erano 588 (sarebbero stati 753 con le tessere invalidate), hanno votato in 491, 8 le schede bianche. Hanno festeggiato nella sede della Targa i sostenitori della Pecchia. Il commento a caldo della vincitrice è stato comunque prudente. «Sono soddisfatta, ma è una vittoria risicata - ha detto - e quindi anche nella costituzione del prossimo direttivo dovremo procedere con cautela, per il bene dell'associazione». «Ringrazio e mi scuso con tutti coloro che non hanno potuto votare per una situazione assurda - ha commentato Franconi, il cui mandato scade il 31 dicembre -. Qualcuno farà le sue rimostranze se lo riterrà necessario. Io mi auguro che la Targa vada avanti, ma non ci credo veramente.
E mi dispiace davvero perché credo di aver dato il massimo in questi anni: non sarò un diplomatico ma sono un lavoratore e tutti i compiti che ci hanno assegnati, e di questo ringrazio l'amministrazione comunale, li abbiamo portati a termine, così come faremo fino al 31 dicembre». Gli altri eletti: sindaci revisori Marco Carli, Luca Bartolini e Walter Genovesi; probiviri Emilio Griselli, Claudio Di Nardo e Walter Dominici.
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