Finanza
La giustizia (e il tribunale) da difendere
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L’avvocato Fabrizio Spagnoli e il sostituto procuratore Giuseppe RizzoEsperti a confronto al dibattito organizzato dal Pd
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CECINA. Tre ore di botta e risposta tra un magistrato e un avvocato, e tra loro e il pubblico. Tre ore di confronto, a tratti anche serrato, sul concetto di giustizia visto da due punti di vista diversi. Nel mezzo, un appello a difendere con tutte le forze il tribunale di Cecina dai tagli paventati dal governo. Appello lanciato dagli stessi avvocati e raccolto, anche in questa sede, dal sindaco: «Faremo tutto il possibile» ha ripetuto Stefano Benedetti, presente in sala insieme al nuovo segretario provinciale Pd Samuele Lippi. Se voleva suscitare un confronto serio, acceso ma costruttivo, il dibattito organizzato in biblioteca dal circolo Pd Marina-Centro ha centrato il bersaglio. «Una legge e una giustizia uguale per tutti i cittadini» era il titolo dell'iniziativa alla quale hanno partecipato il sostituto procuratore Giuseppe Rizzo e l'avvocato Fabrizio Spagnoli, presidente della camera penale di Livorno. In sala altri avvocati, politici, gente comune. Introdotti dagli organizzatori Emiliano Costagli e Luna Biondo (rispettivamente segretario e coordinatore del circolo Pd), e moderati dal nostro collega Alessandro De Gregorio, i due relatori hanno toccato tutti i temi caldi della giustizia. La figura del pubblico ministero, la sua genesi storica, i pro e i contro della separazione delle carriere, la responsabilità dei magistrati, la durata dei processi, le garanzie del cittadino, il problema delle carceri, le intercettazioni, il diritto di cronaca, la necessità di una depenalizzazione di reati minori. Fino ai tentativi di imbavagliare magistratura, forze di polizia e stampa. Ampio spazio poi è stato dato a un intervento di Paolo Cotza, segretario dell'ordine provinciale degli avvocati, che ha rilanciato l'appello a salvare un tribunale modello come quello di Cecina dall'ennesima ipotesi di una sua soppressione.
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