Il Tirreno

Voto agli immigrati, via alla raccolta di firme

Marco Cacci
Voto agli immigrati, via alla raccolta di firme

Arci e Cgil unite nell'iniziativa: l'idea della campagna al meeting antirazzista

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CECINA. Non tutti sanno che la campagna nazionale "L'Italia sono anch'io", promossa nel 150º anniversario dell'Unità d'Italia per i diritti di cittadinanza e voto degli immigrati, nasce al Meeting Antirazzista di Cecina nell'estate 2010. Ad appena un mese dall'inizio della raccolta di firme, queste hanno già raggiunto un quinto del quorum previsto per la presentazione in Parlamento come proposta di legge. Ieri le associazioni promotrici del territorio, Arci e Cgil, assieme al sindaco di Cecina, hanno lanciato un appello affinché i cittadini aderiscano a "quella che a tutti gli effetti è da considerarsi una campagna di civiltà".  Le due proposte di legge riguardano una riforma del diritto di cittadinanza, che preveda che anche i bambini nati in Italia da genitori stranieri regolari possano essere cittadini italiani, e una nuova norma che permetta il diritto elettorale amministrativo ai lavoratori regolarmente presenti in Italia da cinque anni. Per raggiungere questi obiettivi si devono raccogliere 50mila firme entro la fine di febbraio 2012. Per questo tutti i punti Arci e Cgil del territorio sono a disposizione dei firmatari. Oggi si potrà farlo in piazza Guerrazzi dalle 15 alle 20. Nei giorni 15, 22 e 29 novembre, invece, si potrà sottoscrivere le proposte al mercato di Cecina del martedì.  «Si può nascere in Italia ma non essere considerati italiani», concordano il presidente dell'Arci Claudia Franconi e il responsabile Cgil Franca Taddei, a cui si uniscono le voci di Riccardo Paini della stessa Arci, Marco Baldini di Cgil e Graziano Pacini del Tavolo per la pace. Per Franconi «se questi bambini fossero nati in altri Paesi sarebbero a tutti gli effetti dei cittadini. Eppure loro si sentono italiani». «Che dire - afferma Taddei - di un Paese in cui i lavoratori stranieri sono impiegati regolarmente da anni nelle aziende, pagano le tasse e contribuiscono al sistema pensionistico. Eppure in questo senso c'è un obiettivo comune che italiani e immigrati dovrebbero perseguire: il futuro del Paese è unico per tutti». «Un modo - afferma Pacini - per responsabilizzare anche gli stessi immigrati verso le comunità in cui vivono».  Una situazione "da sanare" anche per il sindaco Stefano Benedetti che, esprimendo soddisfazione per un'iniziativa nata e sviluppatasi da Cecina, parla di una «campagna di civiltà e democrazia che io stesso ho toccato con mano durante il giro annuale nelle scuole della città. In classi sempre più multietniche non dovrebbe verificarsi la situazione per la quale alcuni si sentono bambini di serie B. Non si può negare che nel contesto attuale si faccia sempre più pressante la necessità di leggi che promuovano la coesione sociale».

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