Il Tirreno

Rosignano. Tutti d’accordo in piazza del Mercato. Polemiche per il ritardo nella convocazione dell’incontro

L'assemblea boccia l'accorpamento

Chiara Castaldi
L’assessore all’istruzione Elena Ciaffone e, a fianco, alcuni dei presenti all’assemblea pubblica
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L’assessore all’istruzione Elena Ciaffone e, a fianco, alcuni dei presenti all’assemblea pubblica

No all'istituto comprensivo. Ciaffone: «Salviamo l'autonomia degli istituti»

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 ROSIGNANO. A Rosignano non si faranno gli istituti comprensivi. Questa la decisione presa all'unanimità dai partecipanti all'incontro pubblico convocato dall'amministrazione comunale per raccogliere opinioni e umori del mondo della scuola locale sulla misura imposta dall'ultima legge finanziaria di raggruppare gli istituti scolastici in istituti comprensivi.  Vale a dire mettere sotto un'unica direzione materne, elementari e medie.  La sala conferenze di Piazza del mercato ha visto la numerosa e accalorata partecipazione del mondo della scuola, dai genitori, agli insegnanti, ai rappresentanti degli organi di partecipazione dei circoli didattici e anche con la presenza della sindacalista Cgil Patrizia Villa.  Una decisione presa al termine di una discussione accesa, a momenti anche polemica, ma sempre costruttiva e civile.  «Sono molto soddisfatta - dichiara L'assessore con delega alle politiche educative e scolastiche, Elena Ciaffone - perché alla fine, c'è stata una sostanziale convergenza di intenti, ma anche per la cospicua partecipazione; ritengo un segno positivo un tale interesse verso problemi della scuola».  Polemica sui ritardi. Diversi interventi hanno che accusavano l'amministrazione di ritardo nella convocazione di un incontro pubblico. Incontro che il secondo circolo rivendica di aver richiesto per primo e da diverso tempo, «circa un mese fa» - si è detto. «Se ne doveva parlare prima» - ha detto Donata Cagneschi del consiglio di circolo di Marittimo. «La commissione consiliare competente per discutere di questo tema - afferma Giacomo Luppichini consigliere di A Sinistra per Rosignano - è stata convocata solo due giorni fa».  Ciaffone ha replicato dicendo che «la lettera del secondo circolo è arrivata al protocollo solo l'8 novembre. Ad altre accuse sui ritardi rispondo che prima di oggi non avevamo il quadro completo della situazione. Se avessi risposto un mese fa alle domande che mi si fanno oggi probamente avrei detto cose diverse; nel frattempo dono successe tante cose, dalle interrogazioni parlamentari, alla posizione della Regione sulla questione. Inoltre - aggiunge - siamo l'unica amministrazione della Bassa val di Cecina ad avere organizzato un incontro pubblico».  La legge. Come ha spiegato l'assessore «La legge finanziaria ha previsto la costituzione di istituti comprensivi con "non meno di 1000 alunni". L'obiettivo minimo stabilito per Toscana è di almeno 10 per l'anno scolastico 2011-2012».  Istituti comprensivi no. Il no alla costituzione degli istituti comprensivi è emersa una posizione comune a tutti. «Il nostro territorio - ha detto Ciaffone - non si presta al raggruppamento per istituti comprensivi per varie ragioni: per la frammentazione dei plessi scolastici, ma anche perché significherebbe dividere la scuola media in due». Ma ci sarebbe anche un problema di distribuzione delle ore che toccherebbe i docenti. «Molti professori - dice l'assessore - si troverebbero a dover completare le ore di insegnamento in altre scuole».  Autonomia sì «Mi impegno a portare avanti la volontà di non costituire istituti comprensivi nel nostro comune, solo ad una condizione, e cioè - ha precisato Ciaffone - che venga garantita l'autonomia alle scuole di Rosignano. La legge infatti parla di "perdita d'autonomia" per le scuole che non si adeguano alla normativa. Una nota soggetta a interpretazione in quanto sembrerebbe riferita a scuole con meno di 500 alunni, realtà che non c'è a Rosignano».  Iter e tempi. Martedì il Comune insieme alle altre amministrazioni della Bassa val di Cecina livornese, vale a dire Rosignano, Cecina, Castagneto e Bibbona, dovrà inviare quanto deciso alla provincia, che inoltrerà a sua volta le istanze alla Regione. «La Regione - dice Ciaffone - dovrebbe deliberare verso metà dicembre».

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