Il Tirreno

Quelli che fanno a pezzi le biciclette

Alessandro Bientinesi
Una carcassa abbandonata al Ponte
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Una carcassa abbandonata al Ponte

In giro si vedono molte carcasse anche se in pochi denunciano il furto

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 CECINA. Spuntano come scheletri di animali nel deserto. Vere e proprie carcasse: quando manca una ruota, quando tutte e due. In pieno centro, una mountain bike nuova di zecca legata a un cartello non ha più sella, ruote e manubrio. Biciclette che restano lì per giorni.  Nessuno ne denuncia il furto e, quando ormai ladri o "sciacalli" ne hanno asportato ogni singolo pezzo, vengono rimosse. Un fenomeno, quello dei furti di biciclette (e relativi pezzi), che a vedere i numeri delle denunce non sembra in aumento rispetto agli anni passati. Ma sono molti quelli che non denunciano il furto. E la novità sta comunque nelle modalità nelle quali il crimine viene compiuto.  «In base ai dati che abbiamo a disposizione non c'è stato un aumento del fenomeno rispetto all'anno passato - spiega il capitano dei carabinieri Pasquale De Corato - siamo sotto il centinaio di denunce in un anno tra le stazioni di Cecina, Rosignano e Bibbona. Il picco dei furti avviene nel corso dei mesi estivi, in particolare a Cecina dove si registrano molto spesso i furti d'uso». Il che significa che le biciclette vengono rubate in prossimità delle spiagge, utilizzate giusto per un breve spostamento e poi abbandonate. A volte il furto avviene ma può capitare che il proprietario, anche per il breve arco di tempo nel quale scompare la bici, non vada subito a denunciare il furto.  «Chiaramente sarebbe sempre buona regola denunciare immediatamente il furto - spiega ancora De Corato - normalmente basta fare una descrizione generale del proprio mezzo e, in caso di ritrovo, dimostrare di essere effettivamente il proprietario». Non è necessario dunque indicare il numero di telaio o esibire uno scontrino fiscale. Esiste piuttosto una regola legata al buonsenso per avere indietro il proprio mezzo una volta ritrovato.  ma capita spesso di ritrovare la propria bici? E quando non la si trova, quale mercato va a foraggiare? «Per i casi del furto d'uso capita abbastanza spesso di ritrovare la bicicletta sottratta - spiega il capitano - Non escludo poi che molti dei mezzi rubati non vengano rivenduti a Cecina, piuttosto vadano ad alimentare il mercato della vicina Pisa». Città universitaria dove si possono acquistare delle bici a prezzi bassissimi, dai 10 ai 20 euro.  Questo però non spiega la presenza di tanti mezzi, anche nuovi, ridotti in pezzi. Il sospetto che si denunci poco, per certi versi, ce lo conferma anche il comandante della polizia municipale Vincenzo Cerrone: «Dall'inizio dell'anno a noi non risultano denunce di furto - spiega il comandante - ma questo perché normalmente la gente si rivolge a carabinieri o polizia». L'ultimo caso di ritrovo di un mezzo abbandonato? «Nel corso di normali operazioni di pattugliamento abbiamo ritrovato delle biciclette abbandonate - spiega ancora Cerrone - l'ultimo caso comunque risale a un paio di mesi fa».  Una delle nuove tecniche per rubare una bici, poi, è paradossalmente la stessa utilizzata per evitare il furto. I ladri infatti bloccano la vostra bicicletta con un lucchetto e, una volta che il proprietario è costretto a lasciarla sul posto, tornano nella notte e con calma forzano la chiusura e si portano via il mezzo.  Buona abitudine, dunque, è sempre quella di sporgere sempre denuncia. La denuncia infatti permette alle forze dell'ordine di monitorare meglio il territorio.

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