Sicurezza
Non si sa ancora quando verrà ripresa l’autopsia, disposta dopo una settimana e poi interrotta
Paziente morta, indagati due medici
◗
Il sostituto procuratore Filippo Maffeo e l’esterno dell’ospedale di CecinaSono quelli che avevano eseguito l'intervento all'ospedale di Cecina
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Due medici indagati per la morte di Bianca Squillino, la donna di 74 anni deceduta lo scorso 24 ottobre all'ospedale Villamarina di Piombino dopo un intervento chirurgico all'intestino eseguito all'ospedale di Cecina. Il pubblico ministero Filippo Maffeo, a distanza di due settimane dalla morte della donna, ieri ha fatto recapitare due avvisi di garanzia ai medici che hanno eseguito l'operazione il giorno prima del decesso. Si tratta di Sauro Pialli, 60 anni, e Cristina Chimenti, 35. L'ipotesi per entrambi è quella di omicidio colposo. L'indagine è iniziata il giorno successivo alla morte quando i figli della donna, tramite il loro legale, l'avvocato Luca Poldaretti, avevano presentato in Procura un esposto. Secondo i parenti della donna, infatti, durante la permanenza all'ospedale di Cecina c'erano state «gravi negligenze» da parte dei medici. In particolare, sempre secondo quanto hanno scritto nell'esposto i familiari di Bianca Squillino, i dottori non si sarebbero accorti che la signora aveva subìto il perforamento dell'intestino. Soltanto quando la situazione si è aggravata i medici avrebbero deciso di operarla. Terminato l'intervento chirurgico, compiuto proprio dai due medici che si trovano ora indagati, la donna è stata trasferita all'ospedale di Villamarina di Piombino perché il reparto di terapia intensiva di Cecina, accusano i familiari, era occupato. Il pm Maffeo il giorno successivo all'esposto aveva disposto il sequestro delle cartelle cliniche, eseguito dalla polizia del commissariato cecinese. Una settimana più tardi è arrivato anche l'ok per l'autopsia. Ma quando il medico legale Luigi Papi ha eseguito i primi accertamenti ha interrotto l'esame autoptico in attesa che venissero indagati i medici, che adesso potranno nominare un consulente. Ma per adesso resta ancora da decidere il giorno in cui sarà finalmente eseguito l'esame. E intanto i giorni passano e le prove, come il corpo della donna, potrebbero deteriorarsi. E' quanto hanno sempre ripetuto l'avvocato Poldaretti e i familiari della donna, già preoccupati per il primo ritardo della procura nel disporre l'autopsia.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
