Il Tirreno

L’iniziativa. Alunni dell’Ipsia al centro trasfusionale dell’ospedale

Giustificazione a scuola per chi va a donare il sangue

Daniele Meucci
Studenti dell’Ipsia prima della donazione con la dott. Manetti
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Studenti dell’Ipsia prima della donazione con la dott. Manetti

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 ROSIGNANO. Classi turbolente ma anche diligenti e con ragazzi sensibili. All'Ipsia Enrico Mattei di Rosignano Solvay non ci sono solo problemi di disciplina, ma anche studenti attenti ai temi sociali e pronti ad aiutare i più bisognosi.  In quest'ottica due classi dell'istituto professionale - le quinte A e B - hanno fatto visita ieri mattina al centro emotrasfusionale dell'ospedale di Cecina. Accompagnati dal professor Marco Manetti e da Fabio Mangoni, presidente dell'Avis di Rosignano, gli studenti hanno potuto visitare la struttura che vede ogni giorno decine di persone donare sangue. Questa iniziativa si inserisce in un progetto di sensibilizzazione rispetto alla tematica della donazione del sangue che tutti gli anni l'Avis promuove all'interno delle scuole e che si propone come obiettivo proprio quello di avvicinare i più giovani a questo importante gesto.  Ai ragazzi è stato spiegato dalla dottoressa Carolina Senatore, responsabile del centro trasfusionale, tutto ciò che avviene prima, durante e dopo la donazione: a partire dai primi moduli da compilare, con domande mirate sui comportamenti del donatore in modo da tutelare sia lo stesso che il ricevente, fino alle apparecchiature usate per prelevare il sangue. In più gli studenti hanno potuto osservare da vicino i macchinari che lavorano il sangue «dietro le quinte». «Molte sono le richieste - dice l'altra dottoressa Chiara Manetti - in casi di incidente per donare il sangue all'amico coinvolto. Ma non è così facile. Bisogna fare i controlli e poi il sangue viene accuratamente riposto e diviso in più parti»  Tante le domande dei ragazzi su come viene diviso i sangue e sulla grandezza dell'ago, problema quest'ultima che in alcuni casi diventa uno scoglio da superare. «Donare il sangue - dice Mangoni - è un'opera importante che una persona può fare visto che in questo centro, oltretutto, trova personale competente come le dottoresse e le infermiere a cui si possono porre tutte le domande possibili riguardo alla proprio salute senza la paura che possano uscire di qui».  Un incentivo a donare il sangue verrà anche dalla scuola, infatti «insieme al preside Borraccini - spiega il professor Manetti - abbiamo deciso che chi verrà a donare il sangue in giorno scolastico e presenterà il relativo certificato avrà l'assenza giustificata sul libretto». E ciò proprio per spingere gli studenti a donare il sangue.

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