Il Tirreno

Quel campo è abusivo 90 bambini ora rischiano di non giocare più a rugby

Quel campo è abusivo 90 bambini ora rischiano di non giocare più a rugby

L'impianto secondo il Comune non è a norma per l'attività Società e genitori sul piede di guerra: non ce ne andremo

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 ROSIGNANO. Novanta ragazzini iscritti alla società di rugby di Rosignano rischiano di non potersi più allenare all'interno del campo in località Giardino a causa di irregolarità della struttura. I genitori, arrabbiati per questa vicenda che sta andando avanti da settimane, fanno quadrato attorno a Fabrizio Colombaioni, presidente della società rosignanese di rugby esprimendo tutta la loro rabbia per una situazione piuttosto ingarbugliata.  Sul piede di guerra soprattutto le famiglie. «Non ci interessa sapere ciò che sta dietro a tutta la vicenda - dice un mamma di Castiglioncello - sappiamo solo che i nostri figli, se non viene trovata una soluzione, non potranno più praticare questo sport che, in poco più di un anno, ha radunato novanta ragazzi. Fino ad oggi le soluzioni che ci ha prospettato il sindaco, ossia trasferirci nella palestra di Castelnuovo o a quella dell'Iti, dove per altro non ci sono neanche gli spogliatoi con docce, non sono per noi praticabili». Intanto il presidente Colombaioni avverte: «Noi da quel campo non ce ne andremo. Oltre a quella dei genitori, ho la solidarietà di altre società di Rugby della provincia».  Ma andiamo per ordine. «Dopo anni di assenza sul territorio - spiega Colombaioni - abbiamo rimesso in piedi la squadra di rugby a Rosignano. Al Giardino c'era un campo utilizzato dalle squadre di calcio e, circa due anni fa, abbiamo chiesto di poterci ospitare per qualche ora alla settimana. Visto che tutto andava per il meglio, abbiamo stipulato con la stessa cooperativa una convenzione per tre anni nel quale pagavamo una cifra sia per l'utilizzo del campo sia per i servizi di acqua e luce». Una convenzione, insomma, per l'utilizzo dell'area. «Nel giro di un anno, anche grazie ad un'opera di sensibilizzazione all'interno delle scuole, si sono iscritti novanta ragazzi dai sei ai sedici anni». Una gran soddisfazione per tutti, genitori compresi che hanno collaborato alla rinascita di questa disciplina sportiva. «Nell'aprile di quest'anno - continua Colombaioni - durante un sopralluogo effettuato dai tecnici dell'Ufficio edilizia del Comune e dai vigili, sono emerse alcune irregolarità. Nel frattempo arriva una lettera inviata da un legale del Comune e il presidente della cooperativa ci dice che dobbiamo sgomberare perché campo, reti, luci e forse altri manufatti debbono essere demoliti. Nel frattempo abbiamo saputo che c'è una convenzione, della durata di dodici anni, stipulata tra il Giardino e lo stesso comune per l'uso dell'area. Abbiamo parlato con il sindaco che ci ha proposto di trasferire l'attività a Castelnuovo, troppo lontano per molte famiglie, o all'Iti dove però mancano gli spogliatoi. Noi non siamo disponibili a cessare questa attività che conta, oltre ai 90 ragazzi, anche molti volontari che ci hanno investito. Vogliamo rimanere al Giardino. Proprio poche sere fa ho avuto un incontro con le società interprovinciali di rugby tutte d'accordo nel darci una mano».  Il sindaco Alessandro Franchi cerca di buttare acqua sul fuoco: «In questo momento l'amministrazione non ha emesso nessun atto di demolizione delle strutture anche se in un percorso di controlli ordinari sono state riscontrate irregolarità. Tra l'altro possono essere trovate anche altre soluzioni diverse come ad esempio una sanatoria edilizia su eventuali abusi. Nell'incontro che ho avuto con i genitori ho consigliato che parlassero nuovamente con la cooperativa Il Giardino e ho proposto soluzioni temporanee. Stiamo però cercando di trovare una soluzione diversa e definitiva per realizzare un nuovo campo anche da rugby».

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