Il Tirreno

A lezione di sopravvivenza da Magazzini

Divina Vitale
Roberto Magazzini istruttore di tecniche di sopravvivenza
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Roberto Magazzini istruttore di tecniche di sopravvivenza

L'istruttore di Donoratico approda in tv nel programma di Giacobbo

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 CASTAGNETO. Un vero e proprio docente delle tecniche di sopravvivenza. Colui, insomma, che è ingrado di risolvere problemi quando c'è da accendere un fuoco e non abbiamo accendino o fiammiferi, o che sà costruire un ponte di corda per guadare un fiume o un torerente.  Ora si aprono le porte della tv nazionale. Roberto Magazzini, istruttore nazionale di sopravvivenza, è infatti stato scelto per il programma di Raidue "A come Avventura" condotto da Roberto Giacobbo.  Il nuovo progetto televisivo andrà in onda ogni domenica mattina alle 10.30. «Tutto è iniziato - racconta Magazzini - dal successo che ho maturato con il programma "Natura in corso" trasmesso dall'emittente grossetana tv9. Infatti il mio spot è stato adottato come video ufficiale della Federazione Nazionale di Survival. Finchè non è arrivata la chiamata del presidente nazionale il dottor Giuseppe Fasulo che, a sua volta, è stato contattato dall'equipe di Roberto Giacobbo per organizzare delle puntate sul mondo del survival».  La prima puntata è stata girata a Norcia in Umbria in collaborazione con altri istruttori nazionali di survival.  «Mi sono occupato - continua - delle tecniche di accensione del fuoco con cenni alle modalità utilizzate nell'epoca preistorica. La seconda puntata è stata girata invece presso il centro di archeologia sperimentale "Gli Albori" a Campagnatico, Grosseto, del Dottor Riccardo Chessa, un'autorità nel campo dell'archeologia primitiva».  L'istruttore locale continua il suo racconto: «Abbiamo mostrato tra l'altro la scheggiatura della selce, la concia delle pelli, l'intreccio di fibre vegetali, le tecniche di accensione del fuoco, come costruire un ponte di corde e delle capanne litiche. Attualmente stiamo programmando altre puntate e probabilmente alcune le gireremo in Val di Cornia».  «È una soddisfazione grande - conclude - che arriva dopo un anno di duro lavoro in collaborazione con il dottor Chessa».  Allo studio c'è anche un progetto di colllaborazione con l'esercito per insegnare le tecniche di sopravvivenza basilari ai militari che tutti i giorni rischiano la vita nelle missioni di pace all'estero.

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