Il Tirreno

IL RICORDO

Una strada per Demiro Marchi

Alberto Balestri   Circolo culturale Malerbi

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 In vista dell'intitolazione di una strada di Rosignano a Demiro Marchi, ecco alcune riflessioni sulla sua figura.  Demiro Marchi. Sindaco della Liberazione. Mi chiedo se sia ancora possibile spiegare a un ragazzo di oggi, che di lui sa ben poco, perché Demiro Marchi è stato uno dei più grandi sindaci italiani di sempre.  Mi chiedo, soprattutto, se sia ancora possibile spiegarlo a noi stessi: dovrei partire da una parola che è ardua da maneggiare già in sé, e nei nostri anni ha quasi perduto asilo. Questa parola è purezza. La purezza nell'azione e nel pensiero di chi sa molto ascoltare e decide sempre da solo cosa fare e perché farlo. (...) La purezza di chi, interpretando con rigore e scrupolo ma anche con accresciuta fermezza i poteri che la politica e la Costituzione gli conferiscono lascia, per sua irrevocabile decisione, l'incarico di sindaco, svolto con disciplina e molto onore, dopo ben tre legislature con le mani assolutamente pulite, per dedicarsi a tempo pieno all'insegnamento universitario e all'attività di ricerca pedagogica e psicopedagogica verso frontiere nuove e più avanzate.  Dopo purezza, anzi insieme a purezza, viene libertà. Una libertà intuita fin da bambino che preserva intatta nella maturità senza mai entrare in rotta di collisione con la disciplina di partito: il Pci, nelle cui file milita come giovane intellettuale politico, condividendone il modello di "Democrazia progressiva" e di "militanza impegnata". Impegno è la terza parola. Mentre prorompe la società di massa e tutto si costruisce e si disfa intorno ai comportamenti collettivi, Demiro cerca e trova la propria misura, la propria personale cifra, nell'impegno. L'impegno (tra politica, scuola e pedagogia) che lo caratterizzerà per tutta la vita nell'esercizio dei suoi molteplici livelli di responsabilità:  Come insegnante e dirigente scolastico. Come sindaco di Rosignano. Come docente universitario. Un impegno che proprio nella pedagogia (come scienza della formazione dell'uomo e dell'uomo democratico del dopo '45) trova il proprio asse. Anche se poi si articola su diversi piani d'azione: come uomo di scuola e di una scuola aperta al mondo e ispirata alla nostra Costituzione. Come attore politico, in quanto sindaco di un comune ampio e significativo dell'area livornese e molto a lungo e in anni decisivi.  Demiro è un innovatore nella politica e nella pedagogia (...) Da sindaco è anche un convinto sostenitore dello sviluppo del territorio che amministra attraverso una profonda attenzione alla pianificazione territoriale, investendo nella costruzione di strade, edifici e spazi per l'aggregazione dei cittadini. imprescindibile punto di riferimento anche per gli anni a venire.  Riserva alla cultura grande attenzione. Nel profondo convincimento che il processo di affermazione della democrazia dovesse necessariamente passare attraverso il rafforzamento delle istituzioni scolastiche e culturali, intese come base per la costruzione dei mezzi necessari per raggiungere la piena cittadinanza, realizza la biblioteca comunale e il museo archeologico, l'istituzione delle scuole materne, E successivamente alle sue dimissioni dalla carica di sindaco, nel 1966, nell'esercizio delle sue responsabilità di direttore del Secondo Circolo Didattico di Rosignano Marittimo, istituisce, con largo anticipo sui tempi, la scuola a "Tempo Pieno", facendo del circolo didattico da lui diretto una scuola- pilota a livello nazionale.  

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