Il dolore
Prostituta uccisa a Vada, pm chiedono due ergastoli
I 5 imputati hanno scelto il rito abbreviato. La Munoz, che in quell'appartamento faceva la prostituta, fu ritrovata nel letto con mani e piedi legati e con un pezzo di stoffa da tenda in bocca che le causò il soffocamento
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LIVORNO. Due ergastoli e tre condanne a 20 anni. Sono le richieste formulate dalla Procura di Livorno nel processo per l'assassinio di Jessica Karina Munoz Labezzaris, ecuadoriana di 35 anni, avvenuto il 14 luglio 2010 in un'abitazione di Vada. I 5 imputati hanno scelto il rito abbreviato. La Munoz, che in quell'appartamento faceva la prostituta, fu ritrovata nel letto con mani e piedi legati e con un pezzo di stoffa da tenda in bocca che le causò il soffocamento. I magistrati che hanno condotto l'inchiesta della squadra mobile, Luca Masini e Paola Rizzo, hanno chiesto l'ergastolo per la presunta mandante del delitto, collega della vittima, Judit Dolores Viejo Enriquez, ecuadoriana di 35 anni, e Fernando Gomes Da Silva, uno dei due presunti esecutori materiali dell'omicidio.
Secondo i pm si trattò di una rapina dai metodi molto violenti finita in tragedia. Ma il colpo sarebbe stato motivato anche dalla gelosia del presunto capo della banda, la Viejo, secondo l'inchiesta ideatrice e organizzatrice della 'spedizione punitiva' nei confronti della Munoz, 'colpevole' tra l'altro di avere troppo successo con i clienti. La condanna all'ergastolo è stata chiesta anche per Da Silva, 32 anni, brasiliano, che avrebbe fatto irruzione a casa della Munoz, le avrebbe legato mani e piedi con fascette di plastica, per poi imbavagliarla e infilarle un pezzo di stoffa in bocca. Nonostante la scelta del rito alternativo, l'accusa ha chiesto l'ergastolo perchè ha considerato come 'pena base' l'ergastolo con isolamento diurno.
Per gli altri tre imputati, tutti brasiliani, i pm hanno chiesto 20 anni: Carvalhais Ribeiro Diogo, 25 anni, è l'altro esecutore materiale del delitto, agendo insieme a Da Silva(ma ha collaborato con gli inquirenti); Rodrigo Romagnoli, detto 'Palla di fuoco', 36 anni, quel giorno avrebbe chiamato la vittima per prendere un appuntamento e avrebbe fatto da autista per gli altri; Marcelino Ferreira Franquece, conosciuto come 'Frank', 35 anni, avrebbe fatto il 'palo' e reclutato Da Silva e Romagnoli. Domani le arringhe dei difensori, mentre la sentenza del gup Beatrice Dani potrebbe uscire la prossima settimana.
Secondo i pm si trattò di una rapina dai metodi molto violenti finita in tragedia. Ma il colpo sarebbe stato motivato anche dalla gelosia del presunto capo della banda, la Viejo, secondo l'inchiesta ideatrice e organizzatrice della 'spedizione punitiva' nei confronti della Munoz, 'colpevole' tra l'altro di avere troppo successo con i clienti. La condanna all'ergastolo è stata chiesta anche per Da Silva, 32 anni, brasiliano, che avrebbe fatto irruzione a casa della Munoz, le avrebbe legato mani e piedi con fascette di plastica, per poi imbavagliarla e infilarle un pezzo di stoffa in bocca. Nonostante la scelta del rito alternativo, l'accusa ha chiesto l'ergastolo perchè ha considerato come 'pena base' l'ergastolo con isolamento diurno.
Per gli altri tre imputati, tutti brasiliani, i pm hanno chiesto 20 anni: Carvalhais Ribeiro Diogo, 25 anni, è l'altro esecutore materiale del delitto, agendo insieme a Da Silva(ma ha collaborato con gli inquirenti); Rodrigo Romagnoli, detto 'Palla di fuoco', 36 anni, quel giorno avrebbe chiamato la vittima per prendere un appuntamento e avrebbe fatto da autista per gli altri; Marcelino Ferreira Franquece, conosciuto come 'Frank', 35 anni, avrebbe fatto il 'palo' e reclutato Da Silva e Romagnoli. Domani le arringhe dei difensori, mentre la sentenza del gup Beatrice Dani potrebbe uscire la prossima settimana.
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