Il Tirreno

Rosignano. Servirà una variante urbanistica al Casalino. Franchi: «A gara entro la fine del 2012»

Distretto, intesa fra Asl e Comune

L’attuale sede del distretto in via Aldo Moro a Solvay
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L’attuale sede del distretto in via Aldo Moro a Solvay

Edificio a 3 piani: spazio anche per consultori, Sert e ospedale di comunità

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 ROSIGNANO. In attesa che sia pronta la variante urbanistica del Comune, che l'Asl completi le alienazioni (dopo le due Rsa di Cecina e Rosignano anche il distretto di via Savonarola a Cecina), che la stessa azienda presenti il progetto (entro il 2012, assicurano), c'è una prima certezza: è stato deciso come la nuova casa della salute sarà riempita.  E' contenuto nel protocollo d'intesa fra Asl 6 e Comune di Rosignano illustrato ieri a palazzo civico, condiviso dai sindacati e che sarà prossimamente siglato dalle parti. Un edificio su tre piani, su un'area di 16.000 mq, che costa 5,6 milioni (finanziati da Regione, Comune e Asl), che sorgerà al Casalino in prossimità dell'uscita della Variante Aurelia che immette su via di Serragrande. Il sindaco Alessandro Franchi annuncia che il 2012 sarà l'anno decisivo per la progettazione e l'avvio delle procedure di gara: «Credo che nel giro di 4 anni la nuova casa della salute sarà pronta», dice.  Assente il direttore generale dell'Asl Calamai (a Pisa a discutere di bilanci, che n ha comunque sottolineato la «funzionalità e modernitò»), è il direttore della Società della Salute Paolo Lucchesi a spiegare come la dismissione di via Savonarola, sede dell'attuale distretto, non è strettamente legata al nuovo edificio del Casalino. Nel senso che l'Asl potrà già vendere via Savonarola e trasferire gli uffici qui presenti a Rosignano in via Moro, in attesa che sia pronto il nuovo distretto. Resterà in funzione il presidio di Donoratico.  La nuova casa della salute sarà strutturata su 5 aree: 1) accesso e accoglienza con Cup e segretariato sociale (sportello immigrati, punto insieme). 2) Area servizi sanitari (medicina d'iniziativa, Rx, Eco, Ecodoppler, punto prelievo sangue, punto di soccorso 118, guardia medica, poliambulatori specialistici, ospedale di comunità. 3) Area sanità pubblica (medicina del lavoro, igiene pubblica, medicina legale-sportiva, veterinaria). 4) Area servizi socio-sanitari con Salute mentale, Sert, consultorio familiare, riabilitazione, assistenza domiciliare. 5) Area servizi sociali e volontariato.  Lucchesi e Franchi hanno ricordato come un piano del distretto resterà riservato per l'ospedale di comunità («si potranno accogliere pazienti dell'area rosignanese», dice il direttore della Sds), ma non si esclude che - in base alle esigenze che si presenteranno fra 3-4 anni, lo spazio possa essere utilizzato anche per altri moduli di cura, tipo un hospice.  Soddisfatti del protocollo d'intesa i sindacati, ieri rappresentati nelle sigle dei confederali Cgil., Cisl e Uil. Ugo Tarchi (Cgil) ha sottolineato l'importanza di un distretto che serve tutta l'area della bassa Val di Cecina e contribuirà «a rafforzare l'assistenza territoriale in una logica di rete con l'ospedale». «Soddisfatti - ha aggiunto Roberta Pagni, Cisl - ma attenti affinchè gli impegnia siano rispettati», mentre Bruno Calzolari, segretario provinciale Spi Cgil ha tratteggiato il «salto culturale rappresentato dal concetto di casa della salute che dà valore ad una sanità di iniziativa territoriale».

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