Sicurezza
Paziente deceduta, iniziata ma poi sospesa l'autopsia
A distanza di una settimana dal decesso, il pm Filippo Maffeo aveva disposto l'autopsia sul corpo di Bianca Squillino. Ma quando il medico legale ha iniziato l'esame si è fermato, chiamando di nuovo il pm e rimandando il completamento degli esami
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Si sta trasformando in un'inchiesta a ostacoli quella sulla morte di Bianca Squillino, la donna di 74 anni deceduta il 24 ottobre in seguito a un intervento chirurgico all'intestino compiuto all'ospedale di Cecina prima dell'inutile trasferimento nel reparto di Rianimazione a Piombino. A distanza di una settimana dal decesso e dopo le pressioni della famiglia, lunedì il pm Filippo Maffeo aveva disposto l'autopsia sul corpo, conservato nell'obitorio di Piombino.
Ma quando il medico legale ha iniziato l'esame si è fermato, chiamando di nuovo il pm e rimandando il completamento degli esami. «Molto probabilmente - spiega il legale della famiglia, l'avvocato Luca Poldaretti - deve aver trovato qualcosa di sospetto».
Il motivo? Quelli che doveva compiere il medico legale sono atti irripetibili e dunque eventuali indagati non potrebbero poi nominare un consulente tecnico che possa confutare tesi diverse da quelle del perito. Ecco perché la sospensione dell'autopsia sembra un punto messo a segno dalla famiglia della vittima.
Ma quando il medico legale ha iniziato l'esame si è fermato, chiamando di nuovo il pm e rimandando il completamento degli esami. «Molto probabilmente - spiega il legale della famiglia, l'avvocato Luca Poldaretti - deve aver trovato qualcosa di sospetto».
Il motivo? Quelli che doveva compiere il medico legale sono atti irripetibili e dunque eventuali indagati non potrebbero poi nominare un consulente tecnico che possa confutare tesi diverse da quelle del perito. Ecco perché la sospensione dell'autopsia sembra un punto messo a segno dalla famiglia della vittima.
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