Il Tirreno

Due classi dell'Ipsia in bus all'ospedale per donare sangue

Alunni davanti l’ingresso della sede dell’Ipsia a Solvay
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Alunni davanti l’ingresso della sede dell’Ipsia a Solvay

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ROSIGNANO. Non solo classi terribili. Dall'Ipsia di Rosignano arriva l'altra faccia della medaglia in termini di situazioni straordinarie. Ventidue alunni saliranno in pullman per raggiungere il centro trasfusionale di Cecina: obiettivo donare il sangue. Una "donazione di gruppo", frutto della collaborazione tra l'Avis di Rosignano e il Mattei che prende spunto da un protocollo d'intesa firmato a livello regionale tra associazione e ufficio scolastico. Il "blood-day" - per le due classi di quinta, la A e la B - è fissato per lunedì prossimo alle 12,30.  Ma perché si sono scelti proprio questi studenti dell'Ipsia? Tutto è iniziato dal legame che c'è tra l'attuale vicepresidente dell'Avis locale Fabio Mangoni e Marco Manetti, insegnante di educazione fisica all'Ipsia nonché donatore di sangue dell'associazione rosignanese. «Già l'anno scorso - spiega Mangoni, che ricopre anche la carica di consigliere regionale - al Mattei furono fatte delle lezioni sull'importanza della solidarietà e dei comportamenti etici. Bene, ora abbiamo deciso di passare ai fatti. Di far toccare con mano ai ragazzi il significato del donare. Cosa vuole dire dare qualcosa di se stessi agli altri. Il progetto ha riscosso grande entusiasmo in queste due classi e così, lunedì prossimo verso le 12, gli alunni saranno accompagnati con un pullman messo a disposizione dall'Avis, con un contributo della Donati trasporti, al centro trasfusionale di Cecina». Non sarà possibile donare subito il sangue, anche se tutti gli studenti hanno già dato la loro disponibilità a farlo. «Non lo è - continua Mangoni anche perché 22 persone in un colpo solo manderebbero il tilt il centro. E poi perché ogni ragazzo è giusto che prima prenda consapevolezza di ciò che si appresta a fare. Ed è per questo che una volta al centro saranno edotti sulla donazione di sangue dalla responsabile del centro stesso Carolina Senatore. Verrà spiegato ai ragazzi, tutti maggiorenni, il percorso che c'è da fare prima della trasfusione (esami di laboratorio, visite, ecc...). E inoltre, i ragazzi saranno coinvolti nella vita associativa dell'Avis e potranno iscriversi alle strutture Avis del loro Comune di appartenenza».  E per la donazione vera e propria cosa dovranno fare? «Abbiamo già un accordo con il preside - dice Mangoni - che questi due classi, a gruppi di 4 o 5 ragazzu, saranno da noi portati a donare in orario delle lezioni con un'assenza giustificata».

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