Il Tirreno

Asfalto e mattonelle ko, in bicicletta e in scooter sembra di essere sulle montagne russe

Slalom tra buche e radici dei pini

Alessandro Bientinesi
Alcune immagini di buche e dossi causati dalle radici dei pini lungo viale della Repubblica
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Alcune immagini di buche e dossi causati dalle radici dei pini lungo viale della Repubblica

Viale della Repubblica dissestato. Il Comune: investimenti bloccati

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 CECINA. A volte ritornano. No, non stiamo parlando dei racconti del terrore di Stephen King ma di comunissime radici dei pini. A Cecina, lungo il viale della Repubblica, hanno provato a tenerle a bada in tutti i modi: fresando, scavando, piazzando barriere di asfalto. Niente da fare, prima o poi le radici ritornano devastando il manto stradale.  E il Comune, ogni due o tre anni, è costretto a intervenire. L'ultima nel 2008, spesa totale 70mila euro. Ora ci risiamo, il problema è forse peggiore ma il Comune non ha, o meglio non può spendere, i soldi necessari per l'intervento. Abbiamo deciso di avventurarci sul vialino che corre lungo viale della Repubblica e verificare il problema, ignorando un cartello che avvisava: "Marciapiede sconnesso". Ecco il risultato.  Via Piave, una battaglia. "Marciapiede sconnesso". Marciapiede? Ma non era una pista promiscua pedonale-ciclabile? Va bene, prestiamo attenzione, anche perché il terreno è ancora viscido, ma con la nostra nuova bici non temiamo nulla. Pochi istanti e iniziamo ad andare sulle montagne russe. La bici sobbalza continuamente, la ruota si infila in un paio di buche. Vacilliamo e ringraziamo i nostri riflessi che ci permettono di non cadere. Scendiamo a piedi per non investire una signora che, come noi, sta "slalomeggiando" tra una radice di pino, qualche mattonella sfondata e diverse pozzanghere. Siamo arrivati in via Piave, abbiamo percorso sì e no i primi cinquanta metri di pista ciclabile (pardon, di marciapiede sconnesso) e già ci siamo pentiti di aver scelto il lato destro di viale della Repubblica. È stata una battaglia.  Meno dossi ma tanta sporcizia. Finalmente la strada spiana e riusciamo a risalire in sella. Fino a via della Pinetina il vialino torna a essere decente anche se, qua e là, qualche sobbalzo che ci riporta sugli attenti c'è sempre. Tra il lato carrabile e la pista però notiamo come i fossetti di scolo dell'acqua siano parzialmente ostruiti. L'odore di escrementi poi ci ricorda che spesso l'inciviltà, non dei cani ma dei loro padroni, non ha limiti.  Via Toscana, ballano gli scooter. Passata via della Pinetina, dove il terreno è da sempre disconnesso e i topi in libera uscita dall'ex zuccherificio danno la caccia ai gatti (e non viceversa), continuiamo a ballare e siamo costretti a procedere quasi a passo d'uomo. Passiamo davanti a un panificio, davanti al quale un mesetto fa una donna è caduta proprio inciampando su una delle radici. Qualche contusione e delle brutte ferite, fortunatamente niente di grave. Raggiungiamo via Toscana e un tratto di vialino, quello costruito più di recente, è perfetto. Peccato che, in strada, le radici dei pini abbiamo fatto il loro lavoro. A pochi metri dal palasport infatti in appena cinque minuti notiamo due scooteristi ballare su tre micidiali dossi in successione manco fossero su uno degli scivoli del vicino Acqua village. E anche le auto mettono a dura prova le sospensioni, passare a cinquanta orari può essere un rischio.  Finalmente va meglio, ma siamo distrutti. Da via Toscana fino a via Adige ancora tanti dossi e buche, poi il vialino migliora fino alla zona mare. Non siamo distrutti ma poco ci manca, per il ritorno scegliamo l'altro vialino asfaltato. Siamo salvi.  Nessun intervento, al limite il limite. Come spiega Michela Ghezzani (nel box a fianco) la possibilità di intervenire in tempi brevi non c'è, anche se l'amministrazione sta valutando alcuni interventi di emergenza per tutelare l'incolumità dei cittadini.  «Le radici dei pini stanno sfondando verso l'alto - spiega l'assessore alla mobilità Gianluca Barbato - i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Personalmente passo ogni giorno dal viale e la sua pericolosità è innegabile. Siamo bloccati con gli investimenti, credo almeno fino alla fine di quest'anno, ma in attesa di poter intervenire stiamo valutando con il comando della polizia municipale la possibilità di introdurre nuovamente il limite di velocità a 30 chilometri orari».

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