L’intervento. Dopo la manifestazione dell’Alberghiero
Non è quella la maniera di protestare più responsabilità e isolare i vandali
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In merito alla manifestazione degli studenti dell'Alberghiero di sabato scorso, pubblichiamo la lettera di Giulia Biagetti, responsabile della Federazione degli studenti della provincia ed ex studentessa del Fermi di Cecina ora universitaria. Giusto protestare e manifestare, ma non con questi termini e queste modalità. Non diciamo che "i muri sono talmente fragili da rompersi se ti appoggi con più forza": diciamo che i muri di cartongesso, che di per sé non sono molto resistenti, si rompono perché qualcuno volontariamente li sfonda per far comunicare due classi o per puro vandalismo.
Diciamo le cose come stanno, altrimenti si diventa totalmente indifendibili. Vedere uno striscione con scritto "meglio manette che senza macchinette" mi sconvolge un po'. No, ragazzi, così non va. Perché invece non arrivare ad accordi, con tranquillità e pazienza. Anche la condizione dell'edificio va valutata. Certamente ci sono problemi strutturali. Ma che dire di scritte dovunque, cavi dell'allarme tagliati e una scuola diventata come un centro sociale? Forse non è solo colpa della decadenza e della vecchiaia della struttura se i soffitti cadono (magari troppe pallonate sul soffitto).
Forse la scuola è in questo stato perché qualcuno, anche prima di voi, l'ha ridotta così. La soluzione? Impegno consapevole e responsabile. Vi dà noia il puzzo e la poca pulizia? Guanti e sacchi neri e iniziate a pulire voi. Sugli stage aspettate notizie: forse la dirigenza non vi ha ancora fatto sapere niente perché ancora la situazione, a causa di tagli, è poco chiara. Aspettate e se non sapete ancora niente fra qualche giorno, chiedete, fatevi sentire, ma in modo pacifico. C'è bisogno di far male al braccio di un collaboratore scolastico volendo a tutti i costi entrare nella scuola? Dovete essere responsabili, darvi da fare, organizzarvi in modo civile.
Non scarichiamo le colpe: isoliamo i vandali e i bulli. Non servono a niente sit-in dove per la sicurezza di tutti c'è stato bisogno delle forze dell'ordine, perché i ragazzi hanno cercato di entrare ad ogni costo nell'edificio. Ragazzi, non mollate le vostre idee, ma mollate la violenza. E vista la situazione, anche il preside potrebbe e dovrebbe cercare di essere un po' più presente e disponibile. E gli insegnanti? Dal canto loro devono per prima cosa insegnare ai ragazzi a ragionare con la testa e non con le mani. Se il loro compito è quello di formare i cittadini di domani, di fronte a queste situazioni dovrebbero fermarsi un attimo e ragionare un po': aprite gli occhi professori. Giulia Biagetti responsabile federazione degli studenti provinciale
Diciamo le cose come stanno, altrimenti si diventa totalmente indifendibili. Vedere uno striscione con scritto "meglio manette che senza macchinette" mi sconvolge un po'. No, ragazzi, così non va. Perché invece non arrivare ad accordi, con tranquillità e pazienza. Anche la condizione dell'edificio va valutata. Certamente ci sono problemi strutturali. Ma che dire di scritte dovunque, cavi dell'allarme tagliati e una scuola diventata come un centro sociale? Forse non è solo colpa della decadenza e della vecchiaia della struttura se i soffitti cadono (magari troppe pallonate sul soffitto).
Forse la scuola è in questo stato perché qualcuno, anche prima di voi, l'ha ridotta così. La soluzione? Impegno consapevole e responsabile. Vi dà noia il puzzo e la poca pulizia? Guanti e sacchi neri e iniziate a pulire voi. Sugli stage aspettate notizie: forse la dirigenza non vi ha ancora fatto sapere niente perché ancora la situazione, a causa di tagli, è poco chiara. Aspettate e se non sapete ancora niente fra qualche giorno, chiedete, fatevi sentire, ma in modo pacifico. C'è bisogno di far male al braccio di un collaboratore scolastico volendo a tutti i costi entrare nella scuola? Dovete essere responsabili, darvi da fare, organizzarvi in modo civile.
Non scarichiamo le colpe: isoliamo i vandali e i bulli. Non servono a niente sit-in dove per la sicurezza di tutti c'è stato bisogno delle forze dell'ordine, perché i ragazzi hanno cercato di entrare ad ogni costo nell'edificio. Ragazzi, non mollate le vostre idee, ma mollate la violenza. E vista la situazione, anche il preside potrebbe e dovrebbe cercare di essere un po' più presente e disponibile. E gli insegnanti? Dal canto loro devono per prima cosa insegnare ai ragazzi a ragionare con la testa e non con le mani. Se il loro compito è quello di formare i cittadini di domani, di fronte a queste situazioni dovrebbero fermarsi un attimo e ragionare un po': aprite gli occhi professori. Giulia Biagetti responsabile federazione degli studenti provinciale
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