Il dolore
Tirrenica. Alcuni lettori contestano lintervento: «Si potevano risparmiare deviando lEmilia»
206, giù pini e cipressi secolari
Marco Cacci
◗
Un altro degli alberi secolari sacrificato per allargare la 206 Lintervento fa parte del lotto 1 della Tirrenica Per allargare la strada si abbattono una quarantina di esemplari
2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Giù alberi secolari. È uno dei primi effetti dei lavori di ampliamento della 206, previsti nell'ambito della viabilità alternativa al lotto 1 della Tirrenica. Si tratta, per adesso, di circa 25 piante tra pini e cipressi collocati di fronte alla tenuta "Il Terriccio" (zona rotatoria con via della Torre), mentre l'intervento complessivo, a giudicare dal picchettamento del terreno in quello stesso punto, ne dovrebbe comprendere circa 40 in tutto, compresi quelli già abbattuti. E le prime lettere di protesta di alcuni lettori, per quello che viene definito «uno scempio storico e ambientale», non si sono fatte attendere. «Fino a che punto - si chiede un lettore - quelli che si potrebbero definire dei veri e propri cimeli viventi devono venir meno in nome della sicurezza stradale?». E poi: «ma non si poteva deviare un tratto di via Emilia e lasciarli al loro posto aspettando che il tempo e il modo di morire lo decidessero loro?». Il progetto di ampliamento della 206 prevede un sostanzioso allargamento della carreggiata, che passerà dagli attuali 6 metri (circa) a 8,5. I lavori, iniziati già da un paio di mesi con l'opera di tracciamento del percorso, dovrebbero terminare a maggio prossimo. Oltre ai 40 tra pini e cipressi di fronte alla tenuta "Il Terriccio" che in totale saranno abbattuti, sono stati tagliati alla radice 5 pini di dimensioni eccezionali tra l'ingresso della tenuta e la rotatoria del Malandrone, oltre alla rimozione di centinaia di metri di arbusti a fusto basso. Sat si difende specificando «che l'intervento è stato eseguito su richiesta degli enti locali - dicono dalla società autostradale - con lo scopo di migliorare la fluidità della circolazione e la sicurezza stradale, e fa parte di un progetto più ampio di opere complanari che prevede tra l'altro l'allargamento di via Po». Ma non c'è dubbio che vedere alberi del genere abbattutti abbia creato qualche perplessità. «L'ampliamento - continua Sat - fa parte di un progetto e come tale è stato valutato in collaborazione con tutti gli enti competenti e guidato anche dalla supervisione delle soprintendenze ai beni architettonici e culturali. Tutto quello che è stato e sarà possibile salvaguardare è stato tenuto in grande considerazione». Non sfugge che il problema che si è verificato di fronte alla tenuta nasce anche dalla presenza di una struttura alberghiera in via di realizzazione da alcuni anni, che probabilmente ha impedito ai progettisti di operare parte dell'ampliamento della carreggiata su quel lato della strada. Per questi lavori, inoltre, saranno sacrificate anche alcune piante secolari di ulivo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
