Il Tirreno

UN’OPERA CONTESTATA

Peppone, don Camillo e un campetto

Peppone, don Camillo e un campetto

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 CASTELLINA. La vicenda della piazza-parcheggio di Castellina sembra rifarsi al Peppone e don Camillo del Guareschi. Da una parte i laici a sostegno dell'ex sindaco Manolo Panicucci promotore della trasformazione di un campino (il "campetto del prete") in un parcheggio su due piani. Dall'altra i fedeli a difesa di quell'impianto davanti la chiesa.  Tutto inizia nel febbraio del 2007, quando l'allora sindaco diessino Manolo Panicucci annunciò la costruzione - con una spesa di circa 1 milione di euro - di una nuova piazza con parcheggio sotterraneo su proprietà della chiesa. In sostanza si intende traformare in opera pubblica un campino polivalente (ospitava calcio, volley e tennis) davanti la parocchia. La trasformazione, però, non piace ai fedeli, che un mese dopo l'annuncio del primo cittadino, fanno sapere che quella piazza non s'ha da fare. Il consiglio pastorale ribadisce quel no. Lo stesso prete, don Gaetano Sonnoli, con una lettera al sindaco, spiegando che per lui il parcheggio era ok, ma la porta superiore dove restare ludica e non adibita a piazza. Parte lo scontro, con Panicucci che replica dicendo che quel campetto è abbandonato da 20 anni.  L'8 marzo del 2007, in una sala consiliare gremita, c'è il confronto dal vivo tra sindaco e prete. L'ha spunta quest'ultimo, visto che Panicucci rinuncia al progetto. Ma qiattro mesi dopo si trova un accordo: il Comune si prende quel campetto e in cambio ne realizza uno nuovo di pacca. L'arcivescovo Alessandro Plotti benedisce l'operazione. Tutto risolto? No. Alla fine del giugno 2007, 400 cittadini inviano una petizione al vescovo a difesa del campo sportivo parrocchiale. È il settembre di quello stesso anno e Plotti bacchetta i fedeli: «ora basta, sì al parcheggio del Comune». Il 2 gennaio del 2008 l'accordo viene ratificato. Ma i fedeli non mollano e si rivolgono al Vaticano. Ma non solo: 130 cittadini fanno ricorso al Tar, impugnando le delibere che hanno sancito la trattatativa.  Nel gennaio 2009 viene appaltato il primo lotto dell'intervento, ovvero il parcheggio da circa 50 posti auto. Alla fine di quel mese, poi, il Tar si pronuncia, dando ragione a Panicucci. Ma quella piazza costerà cara al centrosinistra, che perde le elezioni del 2009: il Comune passa ad una lista civica, che tra le prime cose lavora ad una variante alla piazza. Ma non fa in tempo ad applicarla, perché nel 2010 si rivota. Vince il centrosinistra, che per completare la piazza lancia un concorso di idee.

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di Redazione Pisa