Il Tirreno

NUOVE ESTERNAZIONI

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NUOVE ESTERNAZIONI Anacronismo sconvolgente e pericolosità allarmante  Gasperini non è la prima volta che si presenta al pubblico con esternazioni di dubbio gusto, ma istigare alla violenza è troppo. In un'Italia in crisi, in un momento in cui l'unica certezza è il dubbio, in un paese in cui un ministro deve essere protetto dal voto di fiducia per non scavare troppo a fondo in affari di mafia ecco che spunta Gasperini: le scuole per loro natura sono teatro di crescita, scontro e confronto. Gli studenti hanno il diritto di manifestare il loro dissenso quando il diritto allo studio viene minato alla base. Avere paura di un nuovo '68, propugnare l'uso dei manganelli sono elementi di un anacronismo sconvolgente ma al tempo stesso di una pericolosità allarmante. Inneggiare al popolo e al suo volere, come se Gasperini fosse custode della conoscenza profonda della volontà dei cittadini, sembra quasi un revival dei tempi in cui in Italia e in Germania si andava in giro in camicia nera e si alzava il braccio destro in segno di saluto così come in Unione sovietica si portava il colbacco con la stella rossa.  Mi chiedo come un ragazzo appena ventenne possa nel 2011 proporre soluzioni tanto populistiche quanto palesemente inutili. Mi potrà forse rispondere che, da membro di quel mondo di sinistra che a suo dire non rappresenta nemmeno in parte la voce del paese, sono stato incapace di capire la sua provocazione. Che io abbia capito o meno il fine di Gasperini rimango dell'idea che ogni persona, nei limiti imposti dalla Costituzione, possa esprimere il proprio dissenso.  È spesso più facile tapparsi le orecchie piuttosto che ammettere l'inadeguatezza del proprio programma e, visto che Gasperini parla di popolo, chiedo a lui come si possa non ascoltare i giovani.  Un consigliere dovrebbe ponderare molto bene le proprie affermazioni, essere consapevole dei limiti, anche di decenza, che le proprie esternazioni devono avere. Facebook non sarà forse un mezzo di comunicazione politica ma, quando è una carica pubblica a parlare, anche un post-it può diventarlo.  L'etica della comunicazione è alla base dell'onestà politica e, per favore Gasperini, lasciamo che i manganelli si coprano di polvere, lasciamo che le forze dell'ordine accompagnino i mafiosi in carcere, lasciamo che l'Italia cresca anche grazie alla voce degli studenti senza aver paura delle loro critiche. Joseph Grazioli LOGICA CONTORTA Non vogliamo un altro '68 ma nemmeno le squadracce  Pensavo che di Gasparri nel Pdl ce ne fosse solo uno. Ma Lorenzo Gasperini mi ha smentito. Non sono solito raccogliere le provocazioni e rispondere. Sempre, infatti, le sue affermazioni si commentano da sole. Quelle come lui sono persone che si vantano di appartenere al Ppe: in realtà si comportano come degni eredi della migliore tradizione fascista e reazionaria, che non dovrebbe appartenere neppure alla sua parte politica. Quando mai si è sentito un esponente della destra liberale europea inneggiare ai manganelli contro studenti che occupano una scuola? Mi chiedo poi dove sia la sua sensibilità di ex rappresentante di istituto che, pur portandolo a non condividere la pratica della occupazione, dovrebbe avergli insegnato che i ragazzi non sono poi delinquenti. E tutto questo ce lo scrive su facebook, che lui stesso considera come "un mezzo di comunicazione non appropriato per la politica, ma al limite per lanciare provocazioni". Il punto è invece che quelli sono messaggi politici belli e buoni. E inaccettabili per il suo ruolo di consigliere. "Non ci possiamo permettere un altro '68", dice; se è per questo non possiamo permettere nemmeno il ritorno delle squadracce. Ma che la logica è contorta ce lo rivela un'altra formula del suo repertorio facebook: a lavorare sarebbero solo persone che non votano a sinistra. Nemmeno io sono d'accordo con le occupazioni (l'anno in cui sono stato rappresentante di istituto al liceo Fermi è stato l'unico in cui non se ne sono fatte), ma il diritto a manifestare nelle piazze, lo saprà meglio di me il suo capogruppo, noto avvocato, è sancito dalla Costituzione. E se c'è chi perde un giorno di stipendio per manifestare, è passato per la mente che forse non sia un fannullone ma uno che ritiene meritevole dire la sua? Ma i liberali, si sa, sono abituati a farli solo quando c'è da giustificare il proprio capo che paga prostitute. Emanuele Marchi (ex rappresentante d'istituto e consigliere Pd Castagneto)

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