Il Tirreno

Interventi/2 Bechini: però sull’ospedale evitiamo le bugie

Non dobbiamo temere il comitato

Alessandro Bechini   (Psi)
Bechini (Psi)
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Mi sembra normale che i cittadini, di fronte alla riorganizzazione del nostro ospedale siano preoccupati, soprattutto quando è palese a tutti che alcuni dei servizi che sono stati riorganizzati non stanno funzionano secondo le attese.  Non dobbiamo avere paura delle firme che ha raccolto il comitato, quello è un campanello di allarme che dobbiamo saper cogliere per migliorare la situazione. E il compito di portare le istanze dei cittadini di fronte alla dirigenza della Asl 6 spetta alla politica.  Noi crediamo che serva una grande operazione di verità e di serietà rispetto all'ospedale. Se diciamo che alcuni dei servizi riorganizzati non vanno secondo le attese si dice una verità difficilmente controvertibile.  Utic, laboratorio di analisi, liste di attesa: queste sono alcune delle priorità sulle quali la maggioranza comunale sta lavorando con i vertici della Asl per portare i servizi a livelli almeno pari a quelli precedenti alla riorganizzazione. Se invece si dice che l'ospedale è destinato a chiudere allora si dice una bugia e si infonde nei cittadini una paura che non esiste. E allora è lecito che qualcuno gridi alla strumentalizzazione, soprattutto quando molti dei soci fondatori del comitato hanno una chiara appartenenza politica che fa dubitare della terzietà delle loro intenzioni.  La proposta di istituire una commissione consiliare, composta da esponenti della maggioranza e dell'opposizione del comune di Cecina, che monitori la riorganizzazione dei servizi ospedalieri mantenendo un confronto costante con la direzione della Asl 6, ci sembra una proposta di buon senso e ineludibile al punto in cui siamo arrivati.  Questo eliminerebbe anche l'altra strumentalizzazione del monitoraggio fai da te proposto da alcune forze politiche, che serve solo a creare ulteriore confusione tra i cittadini su un argomento così sensibile e delicato. Tuttavia la grande rivoluzione nell'erogazione dei servizi sanitari che dobbiamo chiedere che venga avviata in tempi rapidi è quella dei servizi territoriali. Lì si gioca la partita vera e su questi servizi le amministrazioni comunali hanno una grande voce in capitolo attraverso la Società della salute. Invece siamo ancora in una fase di stallo che comincia a diventare preoccupante. Abbiamo già chiesto alla Asl di rendere pubblici gli standard di assistenza per il territorio della Bassa Val di Cecina, di procedere con un rafforzamento dell'assistenza domiciliare che, a oggi, è ancora insufficiente e che è invece la chiave di volta a fronte di una degenza ospedaliera che sarà sempre più breve».

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