Il Tirreno

«Troppe iniziative, pochi controlli, nessuna regolamentazione: se andiamo avanti così siamo rovinati»

Guerra alle sagre e alle feste private

Divina Vitale
Guerra alle sagre e alle feste private

Ristoratori in rivolta contro l'uso del parco delle Sughere di Donoratico

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CASTAGNETO. Troppe sagre, pochi controlli, mancanza di regolamentazione. Di questo si lamenta la maggior parte dei ristoratori castagnetani. Molti puntano il dito contro la prolificazione delle feste al parco delle Sughere di Donoratico.

Si tollerano quelle organizzate dalle associazioni sportive e qualche festa di partito; ma negli ultimi anni, dalle quattro iniziali autorizzate, i numeri si sono quintuplicati. Sagre di tutti i tipi e persino l'affitto del parco a feste private. Mentre prima si prenotava il ristorante o la pizzeria per compleanni o anniversari, ora si ricorre al parco.

Quest'ultima trovata proprio non va giù.  «Non abbiamo niente contro la beneficenza e le associazioni sportive - dice Pasquino Malenotti, del ristorante storico da Ugo - ma ora queste sagre sono troppe e non solo a luglio e agosto. Crescono a dismisura in bassa stagione quando tutti abbiamo più bisogno di lavorare. E' una situazione che va regolata.

La tortellata per esempio a chi è servita?».  Dello stesso avviso una delle titolari del Vecchio Frantoio, Rossana Tempesti: «Siamo tutti d'accordo su questa protesta, c'è poco rispetto verso il nostro lavoro. Salviamo almeno la bassa stagione». 

«Quando ero presidente della pallavolo - aggiunge Gianfranco Franchi, macellaio e ristoratore di Hannibal a Castagneto - già partecipavo alle riunioni per le feste, ma erano 3-4 associazioni: sportive e politiche. Ora i numeri sono assurdi. Questo influisce sulle attività, sono migliaia i pasti che mancano. Per di più noi paghiamo tasse salate per stare in regola e là è tutto agevolato, non ci sono controlli.

Va bene nei mesi di piena estate ma qui partono a maggio e finiscono a ottobre. E chi ci rimette sono anche i dipendenti a cui certe volte diciamo: state a casa il weekend perché tanto c'è la sagra». Gli intervistati chiedono un tavolo con l'amministrazione per discuterne: «Non è una bella situazione - dice Fausto di Zì Martino - è sfuggita di mano, ritroviamoci e affrontiamo il problema».

«E' grave la mancanza di regole e controlli - aggiunge Giuseppe Grazzini di Pizza in da Franco, proprio davanti al Parco - Addirittura chi non ha i requisiti e organizza è capace anche di delegare a terzi la gestione del ristorante. E non si scherza sugli introiti. Giusto tutelare le associazioni ma non approfittare della situazione».

Di diverso avviso lo chef Umberto Creatini del ristorante Miramare: «Le sagre non c'entrano niente, la crisi ha portato via i coperti. Sono manifestazioni con un certo valore sociale e non vanno attaccate. Pensiamo a impegnarci personalmente invece, non si deve aspettare il cliente all'uscio».

«E' una questione di equilibrio - conclude Elio Barsotti di Sorsi e bocconi - ma non è un fenomeno nuovo. Il parco è una bella realtà, serve alla gente e alle associazioni ma va arginata la speculazione. Ora tutto è concesso, danno il posto anche per feste private, peggio di così...».

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