Il Tirreno

Son tornate a volare le cicogne

Fabrizio Cavallini
Le cicogne sui tralicci di via dei Parmigiani
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Le cicogne sui tralicci di via dei Parmigiani

Uno stormo fotografato sui tralicci dell'Enel in via dei Parmigiani Politi (Wwf): «È una pausa durante la migrazione verso sud»

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 CECINA. Per due giorni in via dei Parmigiani si son viste le cicogne. La prima volta quattro, la seconda sei. Si sono posate sui tralicci e una, a brevissima distanza dalle altre, sulla sommità di un grosso lampione.  Orazio Fratelli, mentre lavorava proprio nelle immediate vicinanze, le ha fotografate. Un soggetto per certi versi singolare, e in gruppo. Comprensibile il desiderio di ritrarlo. Lì del resto le cicogne non si erano mai viste sostare. Eppoi suscitano sempre curiosità, simpatia.  Quella presenza interesse e curiosità l'ha destati anche in noi. Così ci siamo rivolti a Paolo Maria Politi, direttore delle oasi Wwf della provincia di Livorno. «È abbastanza normale - ha affermato - che questi animali durante la migrazione si posino in strutture molto alte per riposare e perlustrare il territorio circostante. Spesso fanno una pausa, perché le cicogne sono uccelli veleggiatori. Preferiscono farsi portare dal vento in virtù della struttura alare molto ampia. Cercano correnti d'aria calda che si formano sulla terraferma e si lasciano scivolare senza battere le ali per svariati chilometri». Dalle nostre parti non è infrequente vederle da metà agosto fino alla fine di settembre/primi di ottobre. «Registriamo transiti importanti dal centro Europa dove nidificano molto più che da noi - ha proseguito Politi - per arrivare al canale di Sicilia e da lì al Nordafrica superando talvolta anche il deserto del Sahara per trovare oasi dove potersi soffermare e rifocillarsi». Sono migrazioni spericolate, quelle delle cicogne, perché possono imbattersi in condizioni meteo molto sfavorevoli. E può capitare che rimangano intossicate, perché magari hanno mangiato qualche piccolo mammifero morto, avvelenato. Come è successo a una di esse qualche anno fa quando una volta rinvenuta nel Livornese fu curata, imbarcata e liberata in un parco nazionale della Tunisia. Non è poi così strano, insomma, vederle nella nostra provincia. Anche se è raro vederne così tante insieme, come nella foto che pubblichiamo a fianco.  Politi ha quindi ricordato come l'anno passato nel padule di Orti Bottagone ne scesero duecento e nell'arco della giornata lo stormo ripartì. Ed ha concluso rimarcando l'importanza di aree protette che rappresentano dei luoghi di sosta sicura anche per questi ciconidi.

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