Finanza
Ma la battaglia sul recupero dei festivi non si ferma qui. Il sindacato: «Andremo in Cassazione»
Ora tocca ai vigili pagare il Comune
Mario Moscadelli
◗
A destra la prima rivolta sul mancato recupero dei festivi Sotto unauto dei vigili urbani Colpo di scena nella causa: la Corte d'appello ribalta la sentenza in primo grado
3 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Doccia fredda, freddissima, per i vigili urbani di Rosignano. La Corte d'appello ha dato ragione al Comune nella causa avanzata nel 2009 dal Sulpm, il sindacato che racchiude oltre il 50% dei vigili rosignanesi, sul mancato recupero dei giorni festivi infrasettimanali. La sentenza della Corte è arrivata martedì scorso, ma solo tra una quindicina di giorni conosceremo la motivazione integrale dei giudici. Uno degli effetti, comunque, potrebbe essere la restituzione da parte dei vigili di quei benefici economici ottenuti in primo grado: si parla di circa 2mila euro ad agente. Ribaltato il primo grado. Dunque, in appello è stato ribaltato quanto deciso dal giudice del tribunale del lavoro di Livorno nel maggio del 2010. In quella sede, infatti, il magistrato Jacqueline Magi riconobbe in pieno quanto rivendicato dal Sulpm, il sindacato che racchiude 17 dei 30 vigili del corpo rosignanese (il resto del personale è iscritto quasi tutto alla Cgil). Riconobbe, in estrema sintesi, che l'interpretazione data dall'allora giunta-Nenci sulla gestione dei giorni festivi infrasettimanali era sbagliata. Ma la Corte, prendendo come riferimento una sentenza della Cassazione (sezione lavoro), ha capovolto il giudizio, che apre a nuove battaglie tra polizia municipale e palazzo civico. La vicenda. Ma riavvolgiamo il nastro. Tutto inizia nel novembre del 2008, quando il Comune fa propria la decisione di non riconoscere come festivi i giorni infrasettimanali duranti i quali gli agenti prestano servizio. Un esempio: se Natale ricade di giovedì, il vigile che in quel giorno lavora non ha diritto al recupero della festività o al pagamento della giornata (70, 80 euro a seconda del livello). Inizia la battaglia, che vede in prima linea appunto il personale iscritto al Sulpm. S'inizia con una manifestazione in consiglio comunale, poi il 15 dicembre del 2008 scatta uno sciopero di 4 ore. Gli animi non si placano: i vigili da una parte e l'allora sindaco Alessandro Nenci dall'altra. Parte la vertenza e per il 5 marzo del 2009 è fissato il tentativo di conciliazione, che va a vuoto. E così si va davanti al giudice del tribunale del lavoro, che il 19 maggio del 2010 scrive una sentenza favorevole al sindacato in rivolta: oltre all'annullamento di quella interpretazione contrattuale, i 17 vigili ottengono un risarcimento danni di circa 800 euro a testa, che poi - su successivo accordo col Comune - viene esteso al resto del personale. L'ente, comunque, impugna la sentenza davanti alla Corte d'appello di Firenze. Il mancato accordo. Nell'attesa del secondo grado, tuttavia, Comune e sindacati coinvolti cercano una mediazione. Cercano un'intesa per stoppare la guerra legale. Siamo verso la fine del 2010 e la proposta su cui lavora palazzo civico è pressapoco la seguente: Comune e Sulpm rinunciano all'appello, si ritorna ad applicare il contratto secondo l'interpretazione del novembre 2008, ma in cambio ai vigili vengono rinosciute delle somme da far passare sotto la voce "progetti". La Cgil strizza l'occhio alla proposta, il Sulpm no. E così, nel luglio scorso, la trattativa naufraga definitivamente. E si arriva alla sentenza di martedì, dove a sorpresa la Corte d'appello dà ragione al Comune. Gli effetti. E ora? «Ricorreremo sicuramente in Cassazione - spiega Alessandra Tani, responsabile locale del Sulpm - e chiederemo una sospensiva alla sentenza». La sospensiva, infatti, dovrebbe bloccare la restituzione da parte di tutti i vigili (per il concetto che il Comune ha esteso a tutti la sentenza di primo grado) dei benefici ottenuti nel periodo che va dal 19 maggio 2010 a martedì scorso. Siamo intorno ai 2mila euro a testa. Anche se questo aspetto sarà importante leggere il dispositivo, che potrà fare luce anche sulle modalità di restituzione. «Mi auguro - dice Vincenzo Brogi, dirigente del settore - che si riesca a trovare un accordo prima del pronunciamento della suprema corte».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
