Il Tirreno

Le cinque richieste dei sindaci all'Asl

File di pazienti in attesa agli sportelli del Cup
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File di pazienti in attesa agli sportelli del Cup

«Subito la nuova Tac, il primario di ginecologia e un riassetto della cardiologia»

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 CECINA. Sono 5 punti dai quali - dicono - non si può prescindere. Li elenca Stefano Benedetti, a nome anche degli altri sindaci dei comuni della Bassa Val di Cecina. E riguardano il nostro ospedale. Primo: occorre che l'Asl nomini quanto prima il nuovo primario di Ostetricia e Ginecologia, assente da mesi. Peraltro in un'area - quella materno-infantile- che lavora con numeri alti.  Oltre 800 parti l'anno, un bacino d'utenza che si è allargato al Volterrano, un'area che funziona. L'Asl, dopo aver deliberato la retrocessione della nostra Ginecologia sotto Livorno attirandosi un fiume di proteste, è tornata sui suoi passi ma deve adesso riassegnare il primariato.  Due: subito la nuova Tac, dicono i sindaci. Che significa entro la fine dell'anno perché l'attuale è vecchia, logora (acquistata dai cecinesi nel '99) e superata.  Tre: riorganizzare la Cardiologia, perché così com'è stata concepita non funziona bene, soprattutto - ricordano i sindaci - per i casi non acuti che necessitano comunque «di un monitoraggio strumentale».  Quattro: il laboratorio di analisi. «Dobbiamo far si che il progetto aziendale di trasferire a Cecina la microbiologia si attui», dice Benedetti.  Cinque: basta col primario «a scavalco» per l'Ortopedia. Significa che il medico responsabile (il dott. Gabellieri, nella fattispecie) non può dividersi fra Livorno e Cecina.  «Su questi cinque punti - spiegano Benedetti e il sindaco di Castagneto Tinti - stiamo dialogando con l'azienda». Il resto è storia nota: la verifica già chiesta dal sindaco di Cecina sulla riorganizzazione per intensità di cure e la questione liste d'attesa. «Non è più tollerabile - afferma Alessandro Franchi, sindaco di Rosignano - che un cittadino faccia la fila al Cup per ore per prenotare una prestazione che riceverà dopo alcuni mesi».  C'è poi la questione degli strumenti normativi: mancano il Pal (piano attuativo locale) ed il contratto di servizio, quantomai necessari per definire scelte ed obiettivi di zona (ed Area Vasta) anche in vista della costruzione del nuovo ospedale di Livorno.  I sindaci, però, nella loro severa disamina partono da un giudizio sostanzialmente positivo sulla sanità cecinese e quella Toscana in genere. Benedetti ricorda quanto è stato fatto a Cecina (dal nuovo Pronto Soccrso ai letti di subintensiva, alla riabilitazione...) ma esprime semmai - come i suoi colleghi - preoccupazione per lo scenario a venire, fra i tagli governativi e la crisi economica. E proprio sui tagli Fiorella Marini, sindaco di Bibbona, tira una frecciata a coloro che nell'opposizione bacchettano l'ospedale di Cecina senza dir nulla «quando il governo che sostengono taglia risorse a sanità, scuola e sociale».  C'è poi il capitolo comitato pro-ospedale e le diecimila firme raccolta. «La gente deve sapere che noi sindaci ci siamo e siamo in prima linea quando si parla di diritto alla salute». Ecco perché «sosteniamo chi firma per una sanità migliore» - dice Benedetti -«perché è quello che noi per primi vogliamo». Ma il sindaco di Cecina invita i firmatari a stare attenti «alle strumentalizzazioni politiche», perché questo comitato «spesso parla con la voce di esponenti di partiti del centro destra o delle liste civiche». E ribadisce che non è in discussione, ne lo è mai stata, la chiusura dell'ospedale. «Eppure - accusa Tinti - c'è chi ha fatto passare dei messaggi che sono un vero e proprio terrorismo psicoogico». Ora la parola passa alla politica e alla capacità dei sindaci di farsi sentire al secondo piano di Monterotondo. A.R.

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