Attenzione
«La priorità è trasferire quel campo»
Mario Moscadelli
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Il campo dal calcio che in estate si trasforma in un parcheggio sterrato a pagamento 4 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONCELLO. Il poeta e cantore Giovanni Marradi l'ha paragonata a una cattedrale verde. Ma ora, quello che fino a 20 anni fa era uno dei punti più glamour di Castiglioncello, rischia di andare verso il degrado. Anzi, per certi versi ci sta già andando, come hanno dimostrato alcune recenti inchieste del Tirreno. È la pineta Marradi - che prende il nome appunto dal poeta - la zona "green" della Perla. O forse sarebbe meglio parlare di ex zona verde, visto che piccole ma continue modifiche hanno fatto perdere d'identità a questo luogo, ancora oggi suggestivo, ma con urgente bisogno di cure. Su questo sono d'accordo tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale: maggioranza e opposizione, anche se con diverse sfaccettature, credono che la pineta come si presenta oggi sia un cattivo biglietto da visita. E la maggior parte dei partiti, come punto di partenza per una riassetto generale dell'area, invoca il trasferimento del campo sportivo. Via quel campo. È di questo avviso Fabrizio Bagnoli, segretario comunale del Pd. «Per il rilancio della pineta - attacca Bagnoli - è necessario riconsiderare il progetto di trasferimento dell'attuale campo sportivo per costruirci un parcheggio a due piani. Con questa soluzione si darebbero due risposte importanti: si riqualificherebbe un punto esteticamente non in linea con il resto dell'area, ma soprattutto si andrebbe a risolvere il cronico problema dei parcheggi». E dove si potrebbe trasferire il campo da calcio? «Al Casalino». Bagnoli suggerisce un'altra idea: una maxi zona pedonale. «Con il parcheggio al posto del campo, il sabato e la domenica d'estate, si potrebbe chiudere l'Aurelia per una grande zona blu. Il traffico? È possibile dirottarlo, ad esempio, sfruttando via mar Adriatico». Per una volta anche Rds la pensa come il partito di maggioranza, anche se con una differenza. «La presenza del campo sportivo in quelle condizioni - afferma la capogruppo in consiglio comunale Angela Porciani - è obsoleta. Due le cose da fare: o si rende quel campo decente e in grado di accogliere varie forme di manifestazioni sportive, oppure si trasferisce per lasciare spazio ad un parcheggio interrato. Parcheggio, magari, da rendere gratis». Punta dritto sulla riqualificazione in posteggio di quel terreno anche Giacomo Luppichini, consigliere comunale del Gruppo comunista la Sinistra. «Esiste già un progetto, depositato in Comune negli anni Ottanta, per trasformare quel campo in un'area di sosta interrata con una piazza al livello dell'Aurelia. Piazza che potrebbe ospitare anche dei negozi, in modo da coinvolgere i privati nella realizzazione del parcheggio. È un intervento oneroso, ma per ridare davvero un volto nuovo alla pineta e soddisfare le necessità di oggi bisogna partire da qui». Luppichini estende la sua analisi. «Il campo da calcio si potrebbe spostare nell'area dell'H5. Così come lo stadio Ernesto Solvay: si andrebbe a creare un villaggio sportivo e nello spazio dello stadio ci si potrebbe costruire una nuova scuola. Oltre a questi interventi strutturali, sarà meglio che il Comune si doti di un idraulico: non è possibile vedere chiusi per mezza estate i bagni pubblici perché manca qualcuno che li ripari». Per Patrizio Loprete, coordinatore dell'Idv di Rosignano, è comunque indispensabile mettere «in cantiere un nuovo parcheggio per Castiglioncello. E l'attuale campo sportivo è sicuramente una delle migliori collocazioni, se non l'unica possibile». Ma l'Idv punta il dito anche su aspetti di colore della pineta. «L'attuale mercatino, così come concepito, è assai discutibile. Stona parecchio con il contesto in cui è inserito». Sos manutenzione. Anche per Pdl e Cambio sarebbe auspicabile il trasloco dell'impianto di calcio per realizzare un parcheggio interrato. Ma entrambe le forze di opposizione preferiscono puntare su interventi oggi più fattibili. «Ogni volta che entro nella pineta Marradi - dice Maria Grazia Angeli del Pdl - mi si stringe il cuore: quello che era un gioiello oggi è un puzzle di situazioni in degrado. Vorrei sapere, ad esempio, dove è finito lo studio sui pini commissionato dall'ex assessore Luca Arzilli e finanziato per 5mila euro? Molti di quei pini oggi sono secchi e hanno bisogno di essere potati. E poi ci sono scalinate scalcinate, balaustre rovinate e zone recintate con una rete arancione che cade a pezzi. Un parcheggio al posto del campo? Intorno alla metà degli anni Ottanta c'erano imprenditori disposti a costruirlo, ma gli fu risposto picche. Oggi la vedo dura farlo». Francescalberto De Bari del Cambio è preoccupato per le tante attività storiche oggi chiuse o in difficoltà. «Castiglioncello ha tanti buchi neri: Godilonda, Capannina, Ciucheba e ora anche il Tennis club. Compito del Comune sarebbe anche quello di accompagnare e di aiutare chi fa impresa. La pineta, poi, latita di manutenzione. Uno dei compiti sarebbe almeno quello di mantenere questo luogo così come c'è stato consegnato». Serve un'identità. Per Nerina Monti, di Sel, la presenza del campo non è un problema. «Il punto è che una zona così di pregio non ha più una sua identità a causa di giostre, minigolf, bancarelle e punti finiti nel degrado, come il retro della caserma o il Ciucheba. Nelle ultime legislature ogni amministrazione comunale è intervenuta senza seguire una logica. E così oggi ci ritroviamo un'accozzaglia di stili e di gusti scombinati tra loro. Insomma, per la pineta serve una riflessione attenta e ragionata, cercando comunque di renderla più naturale possibile».
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