Finanza
La pineta è diventata un bazar
Alessandra Bernardeschi
Il produttore Jacopo Capanna indica la ricetta per rilanciare la zona
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CASTIGLIONCELLO. Il Tennis club e il cinema all'aperto. Da qui bisogna ripartire, secondo il produttore cinematografico Jacopo Capanna per rilanciare la pineta Marradi. Una pineta, come è emerso anche dall'ultima assemblea cittadina indetta dalla Pro Loco, che questa estate anche i residenti hanno stentato a riconoscere. Troppe, si è detto durante l'assemblea, le attività non qualificanti, mentre quelle storiche fanno fatica ad andare avanti o, addirittura, chiudono. «È inutile - dice con realismo Jacopo Capanna, che vive a Roma ma che mai, come lui stesso dice, ha passato un'estate senza raggiungere Castiglioncello - ritornare con il pensiero ai tempi belli del Tennis, dell'arena La pineta e del Ciucheba». Ai tempi, insomma, quando la pineta era una specie di salotto a cielo aperto in cui, dall'ora dell'aperitivo fino all'alba del giorno successivo, «si viveva letteralmente l'estate castiglioncellese. Per contro oggi, avere quella sorta di bazar sotto gli occhi, ci spinge addirittura ad evitare a fare due passi canonici del dopo cena evitando giostre, banchetti e venditori ambulanti di varia specie. Almeno - continua Capanna - è rinato il Cardellino a dare decoro ad una parte della pineta altrimenti abbandonata». Eppure basterebbero pochi e semplici interventi secondo il produttore per ridare un volto dignitoso all'area verde della Perla. «Il Tennis - continua Capanna - è il fulcro della pineta e per farlo funzionare basterebbe poco: fuori la pizzeria, con un pubblico più informale mentre, nei locali interni, un ristorante che richiami un certo tipo di pubblico. Tutto gestito con professionalità e da persone sorridenti come Marcello Bartoletti. Il Comune, da parte sua, dovrebbe chiedere canoni d'affitto equi e non esosi». Quindi il cinema all'aperto «ne saranno rimasti solo una quindicina in tutta ltalia e, quello di Castiglioncello, è un grande patrimonio e gestito da una famiglia che sa fare programmazione. Il Comune non dovrebbe creare ostacoli, ma anzi incentivare questa attività». Infine, alcuni ritocchi, come il trasferimento in un altra area della pineta «delle giostre e dei banchetti». Proposte semplici, insomma, ma precise «perché - conclude Capanna - c'è un contrasto evidente tra l'impegno profuso per la cura del verde e dei giardini che contraddistingue la pineta Marradi, ed il bazar con il teatro dei pupi di questa estate». In definitiva creare un luogo sereno, dove i turisti possano trovare locali per un aperitivo con gli amici, per una partita a carte o per uno spuntino magari dopo essere usciti dal cinema.
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