Finanza
Il caso. Il sindaco chiede un rinvio ma contrattacca: nessuna anomalia, lavoriamo per mantenere un servizio a Cecina
E' scontro sulla variante per l'Enel
Maria Meini
Barabino (Pdl) contesta la scelta "ad hoc": ma siamo sicuri che serviva?
4 MINUTI DI LETTURA
Il trasferimento della sede Enel innesca un caso politico. Un caso "sospeso" per il momento nelle sedi istituzionali, perché la discussione all'ordine del giorno nel consiglio comunale di ieri è stata rinviata alla prossima seduta su richiesta del sindaco Stefano Benedetti. Ma fuori dall'aula il clima è caldo.
«Verifica formale.» Il sindaco si dice sorpreso da tanto clamore. Perché un rinvio, allora? «Solo una questione formale. Visto che Barabino aveva delle perplessità - spiega - ho chiesto una sospensione per fare un ulteriore passaggio con l'ufficio tecnico. Ma non vedo alcun problema». A sollevare la questione è il capo dell'opposizione, Paolo Barabino. Il capogruppo del Pdl contesta la scelta dell'amministrazione, ma soprattutto i tempi e i metodi della procedura, che ieri è arrivata in consiglio (prima di essere ritirata) con una proposta di variante urbanistica. Ed è proprio questa variante, ad hoc, che fa alzare il tono dello scontro. Le accuse sono precise: mancanza di programmazione, scelta ad personam. La decisione di trasferire la sede Enel da vicolo Bargilli, nel centro di Cecina, ad un'area più decentrata è nota da tempo. Non era però ancora nota la destinazione prescelta.
La lettera dell'Enel all'ufficio tecnico. Barabino fa una breve cronistoria degli ultimi passaggi. Il 13 giugno l'Enel ha inviato una lettera all'ufficio Urbanistica ed edilizia privata del Comune, in cui ricorda, "facendo seguito ai colloqui intercorsi" che la nuova sede "sarà composta da circa 1200 metri quadrati coperti e 2100 mq di area scoperta ed è da realizzare nei terreni di Sergio Vanni, situati a Palazzi in via Val di Cecina. Gli accordi con tale proprietà, che provvederà in proprio alla richiesta delle autorizzazioni amministrative e alla costruzione dell'immobile, sono in fase di ultima definizione".
La variante. Il 14 luglio la proprietà chiede la variante al Regolamento urbanistico consistente nella modifica della scheda urbanistica C15 e nell'inserimento di una nuova scheda (D70) per una porzione di circa 6mila metri quadrati, tra via Val di Cecina a sud, la nuova viabilità di progetto a nord e ad est il fosso Vallin delle Conche. In sostanza, secondo Barabino, la scheda C15 viene "scompartata" e utilizzata la sola proprietà di Sergio Vanni, quello che il capogruppo del Pdl definisce «un dente, centrale, dentro un comparto molto più ampio».
I tempi. Il 26 settembre, un giorno prima del consiglio comunale, è stata convocata la Conferenza dei servizi per la Vas (la Valutazione ambientale strategica). La variante prevede un cambiamento rispetto alle vecchie destinazioni. Nella scheda C15 si prevedeva la realizzazione di un'area a parcheggio per camion e altri mezzi pesanti (con strutture di tipo F, come lavaggio camper e parcheggio a pagamento) e 1500 mq per attività produttive, oltre a un alloggio di 110 mq, con un piano attuativo di iniziativa pubblica o privata. La nuova scheda, che comprende la sola proprietà Vanni, si propone la riqualificazione dell'area (6000 mq) «attraverso il trasferimento di funzioni di interesse pubblico generale». Modalità di intervento: permesso a costruire convenzionato.
Barabino: perché solo una proprietà? «La nuova scheda D70 - sostiene Barabino - rappresenta un cuneo senza senso nell'ambito della vecchia, si concede ad un unico proprietario la possibilità di realizzare 1900 mq di capannoni contro i 1500 (di attività a servizio per il parcheggio) stabiliti nel vecchio comparto, e attraverso il permesso a costruire convenzionato non si passa più in consiglio comunale! Ma c'era proprio bisogno di questa variante? Forse nel nostro territorio non ci sono aree libere destinate ad attività di interesse generale? E perché poi, se davvero c'era bisogno della variante, scompartare una superficie nel centro della scheda C15, perché non prevedere un taglio più consono, magari di lato? Perché favorire un'unica proprietà, e non viceversa interessare tutte le proprietà del comparto C15, magari con sistema di perequazione?»
Benedetti: accuse infondate. Si dice stupito Benedetti, che respinge al mittente le accuse. «Quello che abbiamo portato in consiglio - dice - è assolutamente trasparente. Enel da tempo ha deciso di lasciare la sede in centro e non era affatto scontato che rimanesse a Cecina. Anche perché aveva bisogno di trovare un privato che fosse interessato alla costruzione di una nuova sede, per la quale l'azienda stipulerà un contratto d'affitto. Enel è un'azienda privata - ricorda Benedetti - anche se con finalità pubbliche, e l'amministrazione non c'entra niente con gli accordi tra privati».
Stessa destinazione. «Ma non esiste un problema di programmazione - agigunge - perché l'area prescelta era già destinata ad ospitare aree produttive (parcheggi per mezzi pesanti); la variante serve solo ad indicare le nuove realizzazioni, che riguardano i capannoni di Enel, per la restante superficie del comparto non cambia assolutamente niente, mantiene la stessa destinazione». Benedetti insiste infine sul mantenimento del servizio Enel a Cecina e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. «Un aspetto fondamentale - sottolinea -. Anche se capisco che molti dipendenti preferivano la sede in centro, dobbiamo pensare all'interesse generale».
«Verifica formale.» Il sindaco si dice sorpreso da tanto clamore. Perché un rinvio, allora? «Solo una questione formale. Visto che Barabino aveva delle perplessità - spiega - ho chiesto una sospensione per fare un ulteriore passaggio con l'ufficio tecnico. Ma non vedo alcun problema». A sollevare la questione è il capo dell'opposizione, Paolo Barabino. Il capogruppo del Pdl contesta la scelta dell'amministrazione, ma soprattutto i tempi e i metodi della procedura, che ieri è arrivata in consiglio (prima di essere ritirata) con una proposta di variante urbanistica. Ed è proprio questa variante, ad hoc, che fa alzare il tono dello scontro. Le accuse sono precise: mancanza di programmazione, scelta ad personam. La decisione di trasferire la sede Enel da vicolo Bargilli, nel centro di Cecina, ad un'area più decentrata è nota da tempo. Non era però ancora nota la destinazione prescelta.
La lettera dell'Enel all'ufficio tecnico. Barabino fa una breve cronistoria degli ultimi passaggi. Il 13 giugno l'Enel ha inviato una lettera all'ufficio Urbanistica ed edilizia privata del Comune, in cui ricorda, "facendo seguito ai colloqui intercorsi" che la nuova sede "sarà composta da circa 1200 metri quadrati coperti e 2100 mq di area scoperta ed è da realizzare nei terreni di Sergio Vanni, situati a Palazzi in via Val di Cecina. Gli accordi con tale proprietà, che provvederà in proprio alla richiesta delle autorizzazioni amministrative e alla costruzione dell'immobile, sono in fase di ultima definizione".
La variante. Il 14 luglio la proprietà chiede la variante al Regolamento urbanistico consistente nella modifica della scheda urbanistica C15 e nell'inserimento di una nuova scheda (D70) per una porzione di circa 6mila metri quadrati, tra via Val di Cecina a sud, la nuova viabilità di progetto a nord e ad est il fosso Vallin delle Conche. In sostanza, secondo Barabino, la scheda C15 viene "scompartata" e utilizzata la sola proprietà di Sergio Vanni, quello che il capogruppo del Pdl definisce «un dente, centrale, dentro un comparto molto più ampio».
I tempi. Il 26 settembre, un giorno prima del consiglio comunale, è stata convocata la Conferenza dei servizi per la Vas (la Valutazione ambientale strategica). La variante prevede un cambiamento rispetto alle vecchie destinazioni. Nella scheda C15 si prevedeva la realizzazione di un'area a parcheggio per camion e altri mezzi pesanti (con strutture di tipo F, come lavaggio camper e parcheggio a pagamento) e 1500 mq per attività produttive, oltre a un alloggio di 110 mq, con un piano attuativo di iniziativa pubblica o privata. La nuova scheda, che comprende la sola proprietà Vanni, si propone la riqualificazione dell'area (6000 mq) «attraverso il trasferimento di funzioni di interesse pubblico generale». Modalità di intervento: permesso a costruire convenzionato.
Barabino: perché solo una proprietà? «La nuova scheda D70 - sostiene Barabino - rappresenta un cuneo senza senso nell'ambito della vecchia, si concede ad un unico proprietario la possibilità di realizzare 1900 mq di capannoni contro i 1500 (di attività a servizio per il parcheggio) stabiliti nel vecchio comparto, e attraverso il permesso a costruire convenzionato non si passa più in consiglio comunale! Ma c'era proprio bisogno di questa variante? Forse nel nostro territorio non ci sono aree libere destinate ad attività di interesse generale? E perché poi, se davvero c'era bisogno della variante, scompartare una superficie nel centro della scheda C15, perché non prevedere un taglio più consono, magari di lato? Perché favorire un'unica proprietà, e non viceversa interessare tutte le proprietà del comparto C15, magari con sistema di perequazione?»
Benedetti: accuse infondate. Si dice stupito Benedetti, che respinge al mittente le accuse. «Quello che abbiamo portato in consiglio - dice - è assolutamente trasparente. Enel da tempo ha deciso di lasciare la sede in centro e non era affatto scontato che rimanesse a Cecina. Anche perché aveva bisogno di trovare un privato che fosse interessato alla costruzione di una nuova sede, per la quale l'azienda stipulerà un contratto d'affitto. Enel è un'azienda privata - ricorda Benedetti - anche se con finalità pubbliche, e l'amministrazione non c'entra niente con gli accordi tra privati».
Stessa destinazione. «Ma non esiste un problema di programmazione - agigunge - perché l'area prescelta era già destinata ad ospitare aree produttive (parcheggi per mezzi pesanti); la variante serve solo ad indicare le nuove realizzazioni, che riguardano i capannoni di Enel, per la restante superficie del comparto non cambia assolutamente niente, mantiene la stessa destinazione». Benedetti insiste infine sul mantenimento del servizio Enel a Cecina e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. «Un aspetto fondamentale - sottolinea -. Anche se capisco che molti dipendenti preferivano la sede in centro, dobbiamo pensare all'interesse generale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
