Il dolore
«Salvate il nostro campeggio»
Rino Bucci
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Uno scorcio del Camping & Village di Montescudaio Montescudaio: decine di appelli sul web. E i licenziati protestano
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MONTESCUDAIO. Chi da anni frequenta il campeggio Montescudaio si affida alla rete per lasciare un commento sulla notizia della chiusura. La novità tramite internet è rimbalzata anche all'estero, in Germania, Svizzera, Francia e Svezia. Del resto, gran parte dei vacanzieri arrivava sulle colline pisane proprio da fuori Italia. Dispiacere. È questo il sentimento che trapela tra i commenti di chi, in quei 25 ettari di bosco, ha trascorso dei momenti piacevoli. Al di là delle motivazioni che hanno portato la proprietà a gettare la spugna. Che sia stata la Tarsu, la tassa di soggiorno o qualche altra ragione dispiace che una struttura storica abbia chiuso. Del resto tra i viali di quel campeggio, che tanto ricordano quelli immortalati nel film "Dirty dancing" c'è chi ha trovato l'amore, chi ha visto i figli crescere o solo ha cercato un po' di relax a buon mercato. I commenti. «Mi mancherà il campeggio - scrive Debbie Pfeiffer, in inglese - lo amato quando ero giovane, così come i miei figli lo amano adesso». Un messaggio lasciato sulla bacheca Facebook poco sopra quello della proprietà, inserito il 21 settembre scorso e tradotto sia in inglese che in tedesco. «Un aumento di tasse e costi, prevalentemente locali - si legge - ha messo in crisi la nostra operatività. Non potendo più assicurare ai propri amici campeggiatori la consueta, corretta offerta qualità/prezzo, il campeggio Montescudaio ha deciso di cessare e dismettere la propria attività». Identica la comunicazione sulla homepage del sito ufficiale. Quasi simile il messaggio in segreteria telefonica. «Vi prego non potete mollare - scrive Donatella Magi sempre su Facebook - noi campeggiatori non possiamo aiutarvi in nessun modo per evitare la chiusura? I miei genitori hanno passato le vacanze più belle a Montescudaio con i loro gruppi di amici. Mia figlia ha 12 anni. Viene al campeggio da quando ne aveva sei. Ora sta piangendo. È dispiaciuta per questa notizia». Tristezza - e anche una proposta - dalla Scandinavia: «avevamo già avuto questa notizia attraverso una mail - scrive Roelien Middelveld in inglese - perché volevamo prenotare. Siamo dispiaciuti. Ma non si possono alzare i prezzi? Gli altri campeggi sono più cari». Meglio spendere qualcosa in più, ma nella stessa struttura. «Scioccato. Dopo tre estati stupende trascorse ne miglior campeggio della zona - scrive Peter Severijnse - speriamo davvero che l'attività possa ripartire in tempi migliori». I dipendenti. Non solo dispiacere ma anche rabbia. La scelta di chiudere i battenti ha lasciato l'amaro in bocca agli ex dipendenti. Elisa Simonetti, si lamenta del fatto che «i lavoratori siano stati licenziati in tronco il 20 settembre senza nessun preavviso». Il giorno dopo è stato pubblicato l'annuncio della proprietà su Facebook. E proprio chi nella struttura lavorava oggi si ritrova a casa. Mario Carugi, per questo motivo ha scritto al sindaco, «con la mia famiglia gestivamo il bar-ristorante - si legge nella lettera -, un'attività che dava lavoro e reddito a tre famiglie e a 10 dipendenti. Come noi, di famiglie, ce ne erano quattro. Si occupavano di altri servizi. Con loro c'erano 19 dipendenti. L'amministrazione e la proprietà dovranno fare il possibile per salvare la struttura». L'opposizione. Critiche al sindaco - e alla sua decisione d'introdurre la tassa di soggiorno già dall'estate - arrivano dal gruppo di minoranza in consiglio comunale. «La sciagurata gestione della Tarsu e l'irresponsabile introduzione dell'imposta - scrive il gruppo "Insieme per Cambiare" - ha portato a tutto ciò. Al sindaco basta far cassa: cittadini e imprese non sono altro che polli da spennare per finanziare le opere pubbliche».
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