Il Tirreno

La società: «Esclusi irregolarmente e quel diritto di prelazione non ha fondamenta». Franchi: «Non finisce qui»

Rea, ora si va verso il tribunale

Mario Moscadelli
A destra uno degli ingressi della Rea alle Morelline Sotto la discarica di Scapigliato
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A destra uno degli ingressi della Rea alle Morelline Sotto la discarica di Scapigliato

Enerambiente impugna le nomine del cda e dice no all'offerta del Comune

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 ROSIGNANO. È destinata a finire in tribunale la guerra dei rifiuti tra Comune e Enerambiente, il socio privato "scomodo" di Rea. Ci finirà per almeno due situazioni: una che riguarda le quote azionarie della società veneziana e l'altra le ultime nomine del cda della partecipata.  Insomma, lo scontro tra la società del patron Stefano Gavioli - al centro di vicende giudiziarie - e l'amministrazione comunale rosignanese è destinato a diventare sempre più duro e a spostarsi nei tribunali: sono in arrivo cause civili.  Le quote Enerambiente. Ricordate la delibera di consiglio comunale approvata il 4 agosto scorso dove si dava l'ok al tentativo di acquisto da parte del Comune delle quote azionarie di Enerambiente in Rea? Bene, quel tentativo al momento è andato a vuoto. La società con sede in via della Chimica a Venezia, attraverso una raccomandata ricevuta pochi giorni fa da palazzo civico, ha risposto picche al diritto di prelazione avanzato dall'amministrazione comunale. Meccanismo azionato sulla base di «un'operazione illegittima da parte di Enerambiente», sosteneva alla vigilia di quel consiglio comunale l'assessore alla finanze Gennaro Tudisco. L'operazione in questione era il passaggio delle quote detenute dal socio privato in Rea, ovvero il 24%, ad un'altra società, la Enertech srl. Passaggio, sostengono Comune e Rea, avvenuto senza l'informazione necessaria agli altri soci della partecipata: da qui l'esercizio del diritto di prelazione. Ma secondo il legale di Enerambiente, in estrema sintesi, gli amministratori pubblici hanno preso un abbaglio. «L'operazione messa in moto dal Comune di Rosignano - spiega Giancarlo Tonetto, legale che difende gli interessi di Gavioli - aveva un senso se eravamo davanti ad una cessione d'azienda. Ma quella esercitata da Enerambiente verso Enertech è un'altra cosa: si tratta di un conferimento d'azienda. Si tratta di un'operazione infragruppo, che non ha violato nessuna norma dello statuto. Insomma, Enerambiente ha fatto tutto nelle regole». Ecco perché è stata respinta l'offerta d'acquisto avanzata dal Comune. Di parere opposto il sindaco Alessandro Franchi: «Il no di Enerambiente era prevedibile, ma la vicenda non finirà qui. Ora ci riuniremo con i nostri consulenti per capire come muoverci». Ma Enerambiente, come conferma lo stesso legale veneziano, è pronta a trattare lo stesso la cessione di quel 24%. Un pacchetto molto ambito da palazzo civico per dare a Rea un capitale al 100% pubblico e affidargli così la gestione futura della discarica di Scapigliato, senza dover ricorrere ad una new-co costruita da zero. «Ma non sulla base di 808mila euro - dice Tonetto - come indicato dall'amministrazione comunale. Quella cifra da noi inserita nel conferimento d'azienda è soltanto la stima minima a tutela dei creditori». E allora qual è la cifra giusta secondo Enerambiente? «Tocca al Comune fare una proposta concreta, che finora non è mai arrivata». Nel dicembre scorso, tuttavia, Gavioli chiese circa 7 milioni per cedere le "sue" quote in Rea. «Cifra non in linea con il mercato», afferma Tudisco. Il Comune di Rosignano, comunque, non intende mollare sul diritto di prelazione. «E noi siamo pronti ad affrontare il caso davanti a un giudice», taglia corto Tonetto.  Il nuovo cda. Giudice che molto probabilmente sarà chiamato in causa per un'altra vicenda, quella relativa alle nomine dell'ultimo consiglio di amministrazione di Rea. Nomine che hanno escluso il socio privato veneziano dalla stanza dei bottoni. «Su questa esclusione - ammette l'avvocato Tonetto - stiamo preparando un ricorso, perché in questo caso è stato davvero violato un articolo dello statuto sociale. Quello che è stato fatto in quell'occasione nei confronti di Enerambiente è fuori dalle regole, visto che gli spetta almeno un consigliere nel cda». Ma non finisce qui. «Inoltre - aggiunge l'avvocato - chiederemo anche la revoca del presidente di Rea (Fabio Ghelardini, ndr)».  

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