Il Tirreno

LETTERA APERTA

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LETTERA APERTA I docenti devono chiedere di più per la nostra scuola  La scuola ha riaperto le sue porte, questa volta più stanca, delusa, disarmata, provata da chi mostra solo di volerla frustrare, ferire, depauperare, privandola degli strumenti migliori: i docenti. I tempi che viviamo, lo sappiamo, sono di ristrettezze economiche, di scarsità di risorse e la difficoltà a reperirle è sempre più incombente. Chi vive dentro e fuori la scuola avverte il disagio dei suoi operatori, ma non può percepire la sofferenza, l'umiliazione e talvolta la rabbia che sfocia in pura isteria di quanti, durante le ultime convocazioni hanno perso la propria cattedra o hanno assistito, tra le lacrime, allo svanire di una possibilità di supplenza annuale. Tutto questo passa inosservato tra l'indifferenza e la disattenzione di una cittadinanza distratta, che comunque crede di poter vedere garantiti i propri diritti, e la cecità, l'ottusità, la prepotenza e l'arroganza di chi ci governa senza avere più bussola.  La campanella del nuovo anno scolastico è suonata e ci siamo trovati con 150 forze in meno, tra docenti e personale Ata, solo nella provincia di Livorno. Quale macabro e barbaro disegno, o piuttosto affresco a tinte fosche e lugubri, abbia in mente questo governo si stenta a comprendere, dal momento che prioritari dovrebbero essere il risollevarsi e la crescita economica del nostro Paese. Loro, i docenti, hanno compreso da molto tempo e per questo, come ogni anno, armati di grande senso di responsabilità, di profonda passione, amore e dedizione per il compito delicato e nobile che li attende, si sono di nuovo messi in gioco. A loro va il più profondo rispetto e la più ampia ammirazione. Occorre allora chiedere con coraggio, ostinazione, determinazione, di osare di più. La scuola come fonte dispensatrice di benessere e qualità della vita, vero investimento economico, motore di sviluppo per uscire dalla crisi che attanaglia la nostra società, il nostro Paese. I docenti come vere risorse primarie su cui scommettere per un futuro arricchito da bambini, anche immigrati, ben inseriti e accompagnati nel loro percorso di crescita educativa; da adolescenti in cerca di riferimenti; da famiglie grate e gioiose di sentirsi finalmente appoggiate nel loro arduo compito. Per salvare il "nostro primo bene comune", recitando il titolo dell'intensa giornata dedicata al mondo della scuola il 17 settembre scorso a Firenze dal Pd regionale, occorre quindi un patto di corresponsabilità e buonsenso tra le forze e le energie positive di questo meraviglioso mondo. Le decisioni della giunta regionale di investire risorse proprie nella formazione di nuove classi per l'infanzia, progetto Pegaso, così come di impegnarsi, per quanto di sua competenza, ad ovviare al problema delle cosiddette "classi pollaio", evidenziano la forte volontà di ascoltare i docenti e stare al loro fianco.  L'esortazione è quindi quella di essere pronti ad intraprendere una battaglia comune, concreta nei progetti, nelle soluzioni e nei vivi suggerimenti che le parti docenti vogliano contribuire ad offrire. Samantha Olindo (segreteria Pd Rosignano) PORTO TURISTICO Ma questo lungomare ignoto dovrà pure avere un nome  È necessario rendere i dintorni del porto come i dintorni di un porto turistico. Passeggio la mattina, in attesa che mia suocera completi la terapia riabilitativa all'Usl. Voglio arrivare fino al porto e ritorno, il tempo ce l'ho. Noto su questa cosa quasi informe che è Rosignano Solvay. Bazzico questa città dal 1964 (seconda metà del secolo scorso), ma era per fare le professionali e l'Iti, Istituto Tecnico Industriale: quella era l'idea principale. Come ogni cosa che muta, l'industria è mutata di là, di qua invece c'è del nuovo, c'è il porto. Vediamo i dintorni caratteristici, tutto un fiorire di attività e varietà di iniziative di tipo turistico... Mi imbatto invece verso sud in un lungomare ignoto parallelo a viale Trieste: noto via via per "il Sammontana", "il Minigolf", "lo Scoglietto", "il Sirena" (dove andavo a ballare negli anni '70) con al centro la spiaggia libera.  Non riesco a trovare la targa della via, ma già...., oggi c'è il satellitare, non c'è bisogno.  Poi inizio a guardare intorno come faccio quando vado in un porto turistico all'estero e noto segnali contrastanti: ci sono gli addetti alla pulizia strade che puliscono diligentemente la spiaggia, ma sulla strada asfaltata cresce l'erba: non va meglio nel giardino pubblico.  I bagni necessitano di rinnovamento, anche se c'è chi abbellisce il parcheggio della pensione o colora le sdraio dietro la ringhiera. Il parapetto del ponte non ha retto un urto e lì è rimasto... rotto. Arrivo fino alla parte opposta: il cartello ci sarà. Rimango deluso: non c'è scritto nemmeno lì, però c'è una fontana pubblica che gocciola, ma manca il rubinetto.  Ecco cosa voglio dire: bisognerà pure guardarli i dintorni del porto, e renderli guardabili. Sono pronto a giurare che basterebbero pochi spiccioli. Ma anche meno, forse basterebbe coordinare le iniziative degli operatori per dare un'idea unica a questi dintorni un po' più in là dei 50 metri! Ah... infine risolvo l'arcano guardando un numero di casa: lungomare Monte alla Rena. L'ignoto ha un nome. Renzo Compagnoni (Rosignano) POLITICA Scendiamo in piazza per mandare a casa il governo  Dopo 18 anni di governo vistosamente macchiato da interessi personali, incapacità, arroganza cosa vogliono fare ancora, senza pensare d'essere ormai nel baratro, vi appellate al... 2013 e non capite che ci occorre ben altro oltre gli anni che dovremo sacrificare? Ma di quale bene e paese ci parlate? Il signor Berlusconi preferisce ignorare onore e dignità che non conosce. L'opposizione con il popolo tutto ormai ci sta rimettendo la faccia in Europa e nel mondo ed ora non si può passare per pecoroni! Si dovrà ritornare, come per Craxi, sulle piazze e chiedere d'urgenza il cambio del governo! Armando Annunziata (Cecina) LA REPLICA Quanta polemica inutile per una fontanella...  Castagneto ha avuto sì la civiltà delle storiche fontanelle per rifocillare l'uomo e gli animali, ma tutto dovrebbe avvenire con il rispetto verso tutti gli abitanti e non farsi pulizie igieniche che dovrebbero essere fatte in casa nel proprio bagno, o per lavare i culetti dei bambini. Oltre queste osservazioni, la signora Trinci è stata male informata del "vandalismo": non è stato fatto nessun gesto incivile, la fontana è stata chiusa solo per poche ore, per uno sbaglio non voluto.  Di questo ne è stato avvertito prontamento chi di dovere per far ripristinare subito la fonte. Stendiamo un velo pietoso sulla ciotola per abbeverare gli animali... nemmeno il loro peggior nemico li avrebbe fatti bere in una lurida, puzzolente ciotola come quella. E tra tante storiche fontanelle sarebbe molto bello trovarne una da dove uscisse sincerità, verità, amicizia vera, rispetto. Non solo cattiverie gratuite. Che tristezza, come siamo scesi in basso, attaccarsi ad una fontanella solo perchè non condividiamo le solite idee. Gaetano Di Pietro e un gruppo di residenti di Castagneto LA PROTESTA Il mio gatto maltrattato dai vicini di casa  Sono una lettrice del vostro giornale e vorrei segnalare cosa sta succedendo nel mio condominio, a Cecina, dove abito. Ho un gatto dolcissimo e buonissimo: quando ha caldo, la mattina vuole uscire per le scale (abito al 3º piano), il micio scende le scale e va fino al corridoio al piano terra, dove c'è sempre il portone d'ingresso al palazzo aperto, giorno e sera (a volte lo trovo aperto anche alle ore 23)! Perché i condomini non vogliono capire che il portone deve stare chiuso? Ai tempi di oggi ci sono tanti delinquenti, forse qualcuno ce l'ha con il mio gatto, vogliono che esca, così una macchina lo mette sotto. La strada è molto trafficata! Il mio gatto non dà noia a nessuno, se non chiudono il portone (lo lasciavano aperto anche primo che io avessi il gatto) sarò costretta a fare un esposto alla polizia, per maltrattamento di animali visto che 15 giorni fa è stato buttato fuori a pedate dal portone da un condomino che usciva alla cinque di mattina, al buio. Scendeva le scale, senza accendere la luce e il micio era lì a cuccia, non dava noia, questo condomino ha aperto il portone e il gatto al buio ha preso paura e lui lo buttato fuori a calci. Come mai la gente non vuole bene agli animali domestici? Ora sono protetti, chi fa del male ai cani o ai gatti o li abbandona rischia denuncia e multa. Ma purtroppo non è sufficiente.

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