Il Tirreno

Il presidente delle Pescine: «Il terreno è comunale, non spetta a noi pagare quei 40mila euro»

Circolo chiede i danni al Comune

Mario Moscadelli
Strutture sportive intorno al circolo Arci Le Pescine Sotto l’ingresso
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Strutture sportive intorno al circolo Arci Le Pescine Sotto l’ingresso

Al centro della causa un infortunio all'ex campo di tamburello

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 ROSIGNANO. «Quel risarcimento danni non tocca a noi pagarlo, bensì al Comune». Il circolo Arci Le Pescine ha proposto appello alla sentenza del tribunale, che lo ha condannato al pagamento di 40mila euro per un infortunio successo nell'ex campo di tamburello.  L'episodio al centro della vicenda risale al 20 agosto del 2005: prima dell'inizio di una una partita di tamburello, secondo quanto ricostruito, uno dei partecipanti - Giorgio Marrucci, medico rosignanese - si fece male cadendo vicino alla colonna dove si azionava l'interruttore per accendere le luci dell'impianto. Impianto posizionato vicino all'attuale circolo Arci di Rosignano Solvay. Una caduta che ha avuto come conseguenza una causa per risarcimento danni. Causa finita davanti al tribunale, che in primo grado - attraverso la sentenza numero 183/2010 - ha dato ragione a Marrucci, scaricando le responsabilità di quanto successo sul circolo Le Pescine e condannandolo ad un risarcimento danni di 40mila euro, più 7mila di spese legali, come conferma l'attuale presidente Pierluigi Nocchi.  Una decisione che non è andata giù al consiglio del circolo, che attraverso lo studio legale dell'avvocato Nicoletta Bassini del foro di Lucca ha avanzato ricorso in corte d'Appello a Firenze. «Quei soldi, purtroppo - dice Nocchi - intanto dobbiamo pagarli e abbiamo già iniziato a farlo, ma li rivogliamo indietro dal Comune. Perché noi con quel campo di tamburello non c'entriamo assolutamente niente, visto che le strutture a nostro carico sono divise da quel terreno da una recinzione ben evidente. Più chiaro di così».  E allora perché in primo grado è arrivata questa doccia fredda? «Non voglio entrare troppo nei particolari - dice Nocchi - perché purtroppo è stato fatto un mezzo arrosto su questa vicenda e a rimetterci alla fine è stato soltanto il nostro circolo, che non ha saputo difendersi al meglio davanti al giudice. Ma su quella struttura non avevamo nessuna responsabilità e stavolta lo dimostreremo in appello».  A rappresentare il Comune in questa causa sarà l'avvocato Silvia Traverso, dello studio Batini e associati di Livorno, nominata direttamente dalla compagnia di assicurazione che serve palazzo civico, la Qbe International di Milano.

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