Il Tirreno

Teatro, mezzo sì dal Comune

Federica Lessi
L’ingresso del teatro De Filippo di Cecina
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L’ingresso del teatro De Filippo di Cecina

Gara pubblica per la gestione, ristrutturazione nel 2012

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 CECINA. Se il Comune concorda con i sostenitori del progetto per rilanciare il De Filippo, la strada che porta alla ristrutturazione del teatro sembra ancora lunga, se ne parlerà probabilmente dal 2012. Non di meno la gestione del teatro, che sarà affidata tramite una gara pubblica.  Per ora Artimbanco ha incassato l'apertura del Comune alla proposta di realizzazione del bar e del ridotto nella galleria, a seguito della ristrutturazione, e la condivisione del processo con il Comitato. Serena Bertini e Marco Leone sono soddisfatti dopo l'incontro con il sindaco Stefano Benedetti e l'assessore alla cultura Antonio Garigali. «Il Comune ha ammesso che esistono le criticità e i problemi che rendono il De Filippo una struttura poco vissuta - dice il direttore della scuola di teatro - ha anche riconosciuto la validità del nostro progetto e proposto di iniziare con i pannelli solari e la condivisione della ristrutturazione, per rendere efficace la trasformazione della galleria. Il tutto si farà da qui ad un anno».  Più cauta l'amministrazione, che con Garigali afferma: «Abbiamo iniziato un percorso di valutazione della proposta. Stiamo cercando di capire se nelle risorse destinate ad edifici pubblici da mettere in bilancio nel 2012 c'è spazio per il De Filippo. Vogliamo sistemare la biglietteria alla chiusura della prossima stagione teatrale, quindi vedremo se è possibile dotare la galleria di uno spazio per il bar». Il problema infatti è l'agibilità del piano superiore, che sussiste ma per un numero limitato di persone. «La realizzazione di un bar con accesso variabile di pubblico non ci consentirebbe di misurare la portata dell'afflusso in galleria, quindi dobbiamo risolvere questo problema», continua l'assessore alla cultura. Ma se per la questione strutturale il Comune sta tracciando il percorso - i pannelli solari sembrano la questione più semplice - la gestione del teatro è una cosa diversa. Per Artimbanco la fase di affiancamento del Comitato con l'Amministrazione ha come finalità rendere di nuovo vitale il De Filippo, dunque occuparsi di apertura ed attività, magari collettivamente. «Per ora i componenti del Comitato sono una decina, le scuole, le medie Galilei e l'Isis Polo-Cattaneo - spiega Leone - alcune associazioni culturali giovanili come "La Raccolta Differenziata" e il "Progetto sdraiato" e altre come l'Auser». Ma se «sull'aspetto partecipativo siamo totalmente d'accordo - afferma Garigali - e vorremmo garantire maggiore apertura, la gestione del teatro sarà affidata tramite una gara, secondo le procedure pubbliche». L'anno scorso per la gestione del De Filippo l'amministrazione ha speso 27.234 euro per il cartellone (costo totale 53.450 euro, cofinanziato da Fondazione Toscana Spettacolo), 29.000 euro per la gestione tecnico-amministrativa (affidata alla società STS, che ha consentito un'apertura di 26 giorni) ed ha ricevuto contributi da Unicoop Tirreno e Fondazione Geiger per un totale di circa 19.000 euro (che hanno esteso l'apertura a 50 giorni).

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