Il dolore
Aurelia, ecco il piano della Provincia
Rino Bucci
Manto e segnaletica da rifare, niente guardrail. Ma i soldi non ci sono
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CASTAGNETO. Dopo undici mesi arriva lo studio sulla messa in sicurezza della vecchia Aurelia. Il documento era stato annunciato a seguito dell'incidente in cui avevano perso la vita Matteo e Leonardo Tuci e i lori nonni. È stato presentato dall'assessore alla viabilità Catalina Schezzini alla Seconda commissione consiliare della Provincia. I dati. Le rilevazioni riguardano il tratto compreso fra San Vincenzo e Cecina. Le analisi sono state eseguite in ogni condizione: di notte, con la pioggia e lungo i tratti critici. «Sono la fotografia dell'Aurelia - spiega Schezzini - una via che con l'arrivo della Variante ha modificato le sue caratteristiche. Oggi non è in grado di sopportare gli incrementi di traffico che potrebbero verificarsi quando si pagherà il pedaggio per l'autostrada». Anche per questo motivo è nato lo studio: verrà presentato a Sat. Si spera in un "aiutino" da parte della società autostradale. Fermate autobus. Nel tratto interessato, i tecnici hanno rilevato 43 fermate per il trasporto pubblico (competenza provinciale). Di queste solo 8 sono a norma. Una su cinque. Su 16 si può intervenire, altre 16 non sono modificabili, 3 vanno soppresse. Il guardrail. Sono stati monitorati gli alberi. Tra San Vincenzo a Cecina ce ne sono 1.436. Di questi - percorrendo la strada da sud a nord - 737 sono sulla sinistra e 699 sulla destra. La distanza tra i fusti e il ciglio della strada varia da 0,4 a 0,9 metri. «In nessun caso è possibile interporre un guardrail». Interessante il fatto che le protezioni esistenti non servano a niente. Ce ne sono 26 nel tratto studiato: dalle ringhiere ai guardrail a tripla onda. «Non hanno estensione sufficiente per garantire la loro funzionalità. Si stima in due chilometri il fabbisogno solo per l'adeguamento». Segnaletica e degrado. Per ridurre il rischio incidenti, una delle soluzioni è la manutenzione di segnaletica orizzontale e verticale. In particolare va «evitata la perdita delle proprietà rifrangenti», soprattutto di notte. Sul fronte del manto stradale invece sono stati individuati tre punti dove si «deve intervenire per la presenza di buche, avvallamenti, fessure e rappezzi». Dovrà essere rifatta tutta la sovrastruttura per «ripristinare le caratteristiche di regolarità del manto. Necessarie a una guida sicura». Incidenti. Sono stati 135 nel giro di tre anni (dal 2007 al 2010). Solo l'anno scorso se ne sono contati 39. Dieci sono capitati su incroci. Otto su 9 sono avvenuti «per fuoriuscita del veicolo in condizioni meteo di sereno e fondo asciutto». Chi paga? Lo studio prevede una serie d'interventi, ma chi li paga? «In questo momento la coperta è corta - dice Giorgio Kutufà, presidente della Provincia - e con i tagli non ci possiamo permettere di adeguare l'Aurelia a spese nostre. Proporremo lo studio sulla messa in sicurezza a Sat. Lo metteremo sul tavolo delle trattative e chiederemo un aiuto, anche perché il traffico andrà ad aumentare».
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