La manifestazione
Ospedale. Dura replica di Alessandro Tinti a Samuele Lippi (Pd) che invitava a non fare allarmismo
«Abbiamo più preferenze del sindaco»
◗
Porciani, Lucibello e Tinti Il Comitato elenca le cose che non vanno dalla Tac alla subintensiva
2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. «Non si rende conto di essersi dato la zappa sui piedi». E' la replica di Alessandro Tinti, del Comitato pro ospedale, al coordinatore Pd Samuele Lippi che li aveva accusati di fare allarmismo. Lippi, dice Tinti, «cita un solo aspetto positivo dell'organizzazione sanitaria del nostro ospedale, perché fra i due citati quello dei posti letto per malati terminali (hospice) esiste solo sulla carta. Riprenda in mano il suo compito: la Tac è vecchia decrepita. È tempo che l'Asl convochi una rappresentanza funebre per portarla al cimitero dopo aver pagato le riparazioni fatte da tempo. Fino al 2012 (così ha assicurato il sindaco) non ci sarà quella nuova, promessa da più di un anno; intanto chi ne avrà bisogno si dovrà "at-tac-care" al tram. La risonanza magnetica c'è ma con sole due persone, un tecnico e un medico, ne occorrerebbero 5 più il medico. Il nuovo reparto di subintensiva come può servire ai bisognosi di monitoraggio se è occupato da altri pazienti? Gli infartuati vanno dal becchino? Sono già preventivamente condannati a morte quanti dalla zona sud di Cecina non arriveranno mai in tempo utile entro i primi 90 minuti in caso di intervento cardiaco possibile solo a Livorno o a Pisa. Il nuovo pronto soccorso è stato riaperto quasi come "area vasta", mancano però otto 8 infermieri. Scaramuccia e Rossi possono dire e "ribadire" quello che vogliono ma, quel che si dice dell'ospedale di Cecina sia a Livorno come a Viareggio, ad Arezzo e a Firenze conferma notizie poco simpatiche se non funebri o di abbandono». «Il nostro comitato - prosegue Tinti - vuole seguire il modo che fin dai tempi dell'antica Grecia si esercitava nella comunità autonoma e autosufficiente di uomini liberi (la Polis), dalla cui volontà promanava la relativa organizzazione istituzionale. Da qui il vero concetto di democrazia o governo di popolo e non di partiti. Facciamo notare che democraticamente e senza sbraitare abbiamo raccolto, fino ad oggi, più di diecimila firme: le preferenze raccolte dal sindaco al primo turno elettorale del 2009 si fermarono a 8.363, cioè il 36% degli iscritti aventi diritto voto contro il 43% della nostra raccolta e non ancora terminata. Per i nostri politici, la responsabilità è antecedente alla nostra raccolta firme. Cosa aspettano ancora a chiedere quanto esigono i cittadini malati oggi o quelli futuri?»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
