Sicurezza
Mondan stava tornando alla festa dopo aver accompagnato una ragazza. La sorella: «Tragica coincidenza»
Uno dei motorini aveva i fari spenti
Mario Moscadelli
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A destra Ghiorghita Mondan su una moto, la sua passione Sotto con la coppa della Targa Esclusa l'ipotesi di corse clandestine, l'amico indagato per omicidio colposo
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CECINA. I fari di uno scooter spenti. È questa una delle ipotesi più probabili per spiegare l'incidente di domenica notte sulla via dei Tre Comuni, a Montescudaio, costata la vita a Ghiorghita Mondan, muratore rumeno di 23 anni, dal dicembre scorso residente a Cecina. Dunque, la pista che i carabinieri al momento stanno seguendo per chiudere le indagini è quella della tragica coincidenza. Nel senso che i due ragazzi, Mondan e l'amico Florentin Hiristi (21 anni, anche lui rumeno), si sono incrociati per caso in quel punto di rettilineo che collega Cecina a Montescudaio. I carabinieri del comando di Volterra, che hanno effettuato i rilievi e che stanno acquisendo testimonianze ed altri elementi, escludono che i due stessero facendo delle corse clandestine. Le indagini. Come conferma anche la sorella di Mondan, Lara, i due amici nella serata di sabato scorso avevano partecipato ad una grigliata sotto il ponte del fiume Cecina alla Steccaia per festeggiare un compleanno. «Verso l'1 - racconta Lara, fino a pochi mesi fa impiegata al bagno La Conchiglia alla Mazzanta - mio fratello si è messo in sella allo scooter per riaccompagnare una ragazza a casa. E non sarebbe dovuto tornare alla festa. Invece, nonostante i nostri solleciti ad andare a letto vista l'ora, ha insistito per tornare e così ha fatto». Ma sulla via dei Tre Comuni, all'altezza dell'ingrosso "Cecina Frutta", ha incrociato l'amico diretto a casa, a Marina di Cecina. I due si sono scontrati. Una botta tremenda: Mondan è stato trovato con il casco allacciato e in un lago di sangue, Hiristi steso a terra, con il casco a pochi metri e con evidenti ferite alla testa (è sempre in prognosi riservata all'ospedale di Livorno). Da quanto emerso finora, sarebbe stato il più giovane a invadere la corsia opposta, anche se la Procura ancora non si sbilancia. E il fatto che Hiristi sia indagato per omicidio colposo è più per un atto dovuto che per comprovate responsabilità. Ma perché i due non si sono schivati? Visto l'impatto è certo che entrambi procedessero ad alta velocità ed è molto probabile che uno dei due scooter viaggiasse a fari spenti, forse più per un guasto che per negligenza. È una delle ipotesi, su cui per certi versi incide il fatto che da alcune immagini acquisite si vede solo uno scooter sfrecciare negli istanti prima dell'incidente. Intanto, ieri pomeriggio il medico legale David Forni ha eseguito l'esame esterno al cadavere del rumeno. «A noi non interessa di chi sia la colpa di quanto successo - dice la sorella - e preghiamo che Florentin si riprenda al più presto. È stata una tragica fatalità, punto e basta». La passione per le moto. Mondan era arrivato a Cecina nel dicembre scorso, raggiungendo gran parte della sua famiglia residente da 6 anni in città. Anche allora c'era di mezzo una festa: il battesimo di sua nipote. «Aveva deciso di restare qui - continua la Sorella - e in poco tempo si era costruito un bel gruppo di amici. Aveva trovato un lavoro da muratore e con i primi soldi messi da parte si era comprato uno scooter usato, regolarmente assicurato». Già, i motori: il suo sogno, infatti, era quello di guidare un giorno una moto da strada di grossa cilindrata. «I motori erano la sua unica vera passione: il suo desiderio più grande, infatti, era quello di comprarsi una moto vera. Ma non era spericolato, anche se l'altra sera a quella festa non sarebbe dovuto tornare». La famiglia Mondan si è messa in contatto con l'impresa funebre Frongillo per i funerali. O meglio per il rimpatrio della salma: una volta arrivato il nullaosta dalla Procura, infatti, il ventitreenne sarà riportato nella sua città natale, Vulcan, nella storica regione della Transilvania. È qui che saranno celebrati i funerali del ragazzo.
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