Sicurezza
«Rettilineo pericoloso, ma niente gare»
Rino Bucci
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Da sinistra Camillo Marrucci dellingrosso Cecina Frutta e Vanna Saggini I residenti escludono che i due stessero facendo manovre azzardate
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CECINA. Non è stata una corsa tra scooter a uccidere Ghiorghita Mondan. Chi abita nella zona dei Gorili esclude l'ipotesi delle gara e propende per la tragica fatalità. «Corse? In questa zona non ne abbiamo mai sentito parlare - spiega Vanna Saggini della taverna Scornabecchi - anche se il rettilineo spinge a schiacciare l'acceleratore, la situazione è tranquilla». Il titolare di Cecina Frutta, l'azienda davanti alla quale ha perso la vita il romeno, è dello stesso avviso. «Abbiamo appreso dal tg delle gare - dice Camillo Marrucci - ma noi non ne siamo a conoscenza». Telecamere. Adriana Caprai abita ad una decina di metri dal luogo in cui è morto Ghiorghita. Sul posto sono rimasti pezzi di motorino e un mazzo di fiori: lo hanno deposto ieri gli amici. «Non ho visto niente - dice la donna - ci siamo svegliati per il fracasso. Non credo si trattasse di una corsa, non mai sentito di episodi simili. Davanti casa ho delle telecamere: hanno registrato i fari di alcuni motorini e le auto che rallentavano, ma il raggio d'azione è limitato». Inutili, pare, le riprese del vicino distributore Esso. «Non si vede niente - dice Pierpaolo Di Martino, benzinaio - anche perché abbiamo una piccola webcam che punta sul piazzale. Velocità? I limiti ora vengono rispettati». Lo conferma il sindaco di Montescudaio, Aurelio Pellegrini. «In questi anni l'autovelox ai Gorili non ha registrato velocità folli, ma visto che si tratta di un rettilineo serve un controllo. Per questo, la macchinetta tornerà a regime a giorni».
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