Sicurezza
Unione ko, terremoto a Riparbella
Rino Bucci
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Da sinistra Lucchesi, Burchianti, Pellegrini, Gruppelli e Fontanelli Per due voti bocciato lo statuto: e il sindaco «licenzia» il suo vice
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RIPARBELLA. Bocciatura. I sindaci non vogliono neanche sentir pronunciare la parola. Certo è che l'Unione colli marittimi pisani incontra la prima battuta d'arresto. Venerdì era in programma l'approvazione dello Statuto unico da parte dei consigli comunali dei cinque enti. Il documento è passato a Montescudaio, Guardistallo, Casale e Castellina. Respinto a Riparbella. Qui l'astensione del vicesindaco Vincenzo Paroli - poi silurato dal sindaco - ha aperto anche la crisi politica. «Siamo davanti a una svolta epocale» aveva detto il sindaco di Guardistallo, Mauro Gruppelli, all'indomani della convocazione dei cinque consigli comunali che avevano il compito di ratificare lo statuto dell'Unione. Per approvare il matrimonio serviva la maggioranza qualificata (due terzi dei consiglieri). Già individuata la sede del nuovo ente (al Fiorino) e il super-sindaco (Gruppelli). Ma chiusa la partita in quattro comuni, arriva il problema nel quinto. Terremoto Riparbella. Alla maggioranza servivano nove voti. «Sapevamo che non ce l'avremmo fatta - spiega il sindaco Ghero Fontanelli - perché uno dei nostri (Romina Giovannini, ndr) era all'estero». Al colpo di scena c'ha pensato il vicesindaco Vincenzo Paroli; si è astenuto insieme alla lista civica di minoranza. Alla fine i voti favorevoli sono stati 7 e gli astenuti 5. Tutto da rifare. «Paroli ha motivato la scelta dicendo che intorno all'Unione c'era poca trasparenza - dice Fontanelli - la verità è che abbiamo fatto diversi incontri in estate e non si è visto tanto spesso. Non c'era neanche alla riunione di maggioranza convocata il giorno prima del consiglio. Ma l'astensione gli è costata cara. Stamani (ieri, ndr) ho firmato la revoca delle sue deleghe». Non fa più parte del governo. Spetterà a lui stabilire con chi stare nelle prossime scelte. «Per la nomina del nuovo vice è presto - dice Fontanelli - intanto l'approvazione dello statuto tornerà in consiglio il 21 e il 28 settembre. In quell'occasione i funzionari mi hanno detto che basterà avere per due volte la maggioranza assoluta (50 per cento più uno) per portare a casa l'approvazione. Possiamo farcela senza Paroli e con Giovannini all'estero». Resta la sconfitta politica. «Siamo soddisfatti perché anche nella maggioranza qualcuno prende coraggio - dice Alessandro Lucibello, di "Insieme per cambiare" - e denuncia un modo di far politica antidemocratico». A Montescudaio. Procedura archiviata. «Hanno votato a favore sia la maggioranza che il Pdl - spiega il sindaco Aurelio Pellegrini - si sono espressi in modo contrario gli esponenti della lista civica. Ci sono stati problemi e tafferugli. Alla fine ho dovuto fare anche da paciere. L'Unione è troppo importante per le piccole amministrazioni come le nostre». A Casale. Strani incroci. La lista civica - guidata dal sindaco Fabrizio Burchianti - ha portato a casa l'approvazione grazie al sostegno di tre consiglieri del Pd. Alla fine, hanno votato a favore dello statuto in dieci consiglieri. Contrari due ex esponenti della maggioranza (ora nel gruppo misto) e un consigliere di un'altra lista civica (Danilo Volterrani). A Castellina. Anche qui strada libera per lo statuto dell'Unione. «Non ci sono stati problemi - spiega il sindaco Federico Lucchesi - si sono espressi a favore nove consiglieri del gruppo "Centrosinistra". Mentre hanno votato contro i quattro esponenti della lista civica "Per Castellina". A Guardistallo. «Hanno votato a favore nove consiglieri di maggioranza - dice Gruppelli - e lo statuto è passato. Il "caso Riparbella" anche nella peggiore delle ipotesi non ci fermerà. L'Unione va fatta, ce lo impone la legge. Se non lo faremo noi ci penserà un commissario ministeriale. È un obbligo».
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