Il Tirreno

Riapre la caccia in attesa del nuovo piano faunistico

Divina Vitale
Un cacciatore mentre spara a una preda
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Un cacciatore mentre spara a una preda

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CASTAGNETO. Da stamani è riaperta ufficialmente la caccia su territorio libero. E ripartono le discussioni sulle vecchie e nuove normative e sull'applicazione delle norme di sicurezza. Al centro il nuovo piano faunistico 2011-2012, per ora in fase di proposizione e che dovrà essere approvato dalla Regione. Una specie di "piano regolatore" della caccia che andrà a stabilizzare tutti gli istituti del territorio (zone di rispetto venatorio e aziende faunistico-venatorie). Anche di questo si è parlato nell'assemblea di Donoratico in cui è emersa la volontà di rivedere il sistema soprattutto privato che stenta a rispettare i disciplinari. Presenti il sindaco Fabio Tinti, il vice Roberto Callaioli, l'assessore Franco Poli, il presidente Ucav Roberto Ristori e tutti i presidenti delle varie associazioni venatorie. «Vogliamo presentare proposte alla Provincia entro dicembre - ha detto Callaioli - sottoscritte da tutte le associazioni venatorie e degli agricoltori. Dobbiamo dimostrare coraggio, è il momento giusto. Il problema maggiore sono le aziende private faunistico-venatorie, che se funzionassero come prevede la normativa regionale sarebbero un valore aggiunto». Le nuove norme permetteranno infatti una gestione più diretta delle Province sulle aziende stesse e di conseguenza sarà compito delle amministrazioni locali, delle associazioni venatorie e degli agricoltori far rispettare le regole. Per entrare nel dettaglio tali normative richiedono un certo numero di animali in azienda; la diminuzione dei cinghiali e l'irradiamento della selvaggina nel territorio libero. Castagneto assieme a Bibbona sono due delle zone in cui la caccia, soprattutto al cinghiale che partirà l'1 novembre, viene ancora praticata da molti. Sono ben cinque le squadre storiche presenti nel castagnetano, per un totale di 550 doppiette la cui età media si aggira sui cinquant'anni, una media che col passare del tempo va via via alzandosi. Da un bilancio parziale sono circa 600 i capi abbattuti all'anno (per il cinghiale) per quanto riguarda appunto le squadre nel territorio libero.

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di Redazione web