Comitato politicizzato? Le donne in rivolta
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Raccolta di firme del comitato pro ospedale Replica al sindaco sull'ospedale: «Pensiamo solo a sanità e salute»
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CECINA. Le donne del comitato pro ospedale replicano al sindaco dopo il caso dello striscione negato alla Targa. Nessuna strumentalizzazione politica, dicono. «Il comitato è composto da donne (nonne soprattutto) senza distinzione di credo e di bandiera, che, preoccupate del piano della "riorganizzazione del sistema di assistenza" dell'ospedale di Cecina, con rabbia e determinazione hanno intrapreso la loro coraggiosa iniziativa in difesa della salute, della qualità della vita e della persona più debole (il malato)». E aggiungono: «La salute è un patrimonio che appartiene a politici e non politici in ugual misura, è logico quindi, che ha bisogno di essere gestito non dalla loro rivalità ma dalla loro amicizia e collaborazione costruttiva. Finora ciò non è accaduto. Allora accanto alla politica di "palazzo" è sorta l'azione della periferia, del paese, che guarda al bene comune». Cosa chiedono le donne del comitato? «Diamo la piena disponibilità del nostro tempo (togliendolo talora alla cura dei nostri cari) alla difesa di un diritto di tutti. Abbiamo organizzato l'azione di volantinaggio per informare le persone dei nostri (giustificati) timori: destabilizzazione lenta dei servizi fino alla completa cessazione degli stessi. Abbiamo tagliato, orlato con le nostre mani e dipinto le lenzuola nelle quali spesso avevamo avvolto e curato i mostri cari ammalati per creare quegli stendardi che sventolano dai balconi come occhi vigili sull'ospedale. Abbiamo raccolto e continuiamo a raccogliere firme per stimolare l'attenzione e quindi il dialogo con le istituzioni che hanno preso decisioni riguardanti la "nostra" salute in tempi lontani e senza fornire serie ed adeguate alternative. Quale strumentalizzazione politica, perciò?» E chiudono: «Chiediamo collaborazione alla nostra iniziativa di donne, soprattutto ad altre donne. La cui missione è dare la vita, proteggerla e difenderla fino alla morte; la collaborazione, cioè, di quelle persone che da sempre hanno raccolto il primo vagito dei nati, hanno vegliato il sonno dei sofferenti, hanno unito le mani in croce ai loro morti e che quindi sanno per esperienza, l'importanza della salute e di un servizio sanitario efficiente».
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