Il Tirreno

Inquinamento del fiume: la risposta della Regione a un’interrogazione dell’Idv

Stop ai disguidi tra Arpat e Comuni

I carabinieri osservano la chiazza viola
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I carabinieri osservano la chiazza viola

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 MONTESCUDAIO. Interviene anche la Regione Toscana sulla macchia nero violacea che il 29 maggio aveva inondato il fiume Cecina tra Saline di Volterra e Montescudaio per un tratto di 15-20 chilometri. L'assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini ha risposto a un'interrogazione, presentata dalla consigliera dell'Idv Marta Gazzarri, in merito al blackout di comunicazione tra Comuni ed Arpat che avrebbe ritardato di 48 ore la segnalazione del sospetto inquinamento.  Gazzarri nell'interrogare la giunta ha chiesto «se esistano meccanismi di reperibilità immediata degli enti preposti, nel caso di emergenze ambientali e, se effettivamente esistono, come mai questi nel caso specifico non abbiano funzionato».  «In realtà il Comune ha cercato di contattare il centralino e non i numeri di emergenza - ha risposto Bramerini - disguido chiarito direttamente dall'agenzia con le amministrazioni coinvolte. E l'intervento dei tecnici è avvenuto due ore dopo la segnalazione della polizia provinciale di Pisa». Tecnici che hanno, poi, inviato i campioni ad Arpat per le analisi.  L'assessore, da informazioni apprese da Arpat, ha reso noto che per evitare disguidi simili l'agenzia ha modificato il messaggio registrato sul centralino, riguardante le modalità di attivazione in caso di emergenze ambientali, e successivamente una analoga informazione sarà anche sul sito, con conseguente comunicazione dei numeri telefonici unificati, per chiamare il personale reperibile di Arpat nelle diverse zone.

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