Proteste
Domani l’approvazione nei consigli di Casale, Castellina, Guardistallo, Montescudaio e Riparbella
Unione dei Comuni, subito lo statuto
Gestione unica di scuola, tributi, vigili. I sindaci: «Più competitivi e meno costi»
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Gruppelli, sindaco di Guardistallo, la definisce una «svolta epocale». Perché domani i consigli comunali di 5 comuni (Casale, Castellina, Guardistallo, Montescudaio e Riparbella) approvano lo statuto dell'Unione Colli Marittimi Pisani. Significa che i comuni cominceranno a gestire in forma associata una serie di funzioni, partendo da scuola e polizia locale. Entro novembre l'unione sarà costituità. Nel senso che avrà un suo presidente, una giunta ed un consiglio. Nessuno percepirà compensi. «Si tratta di una scelta obbligata per i comuni tra i 1500 e i 5000 abitanti - spiega Gruppelli - per rispondere all'obbligo di legge. Potevamo decidere fra l'Unione o le convenzioni.
Abbiamo scelto l'unione perché rappresenta una forma più strutturata che consente anche un indirizzo politico». E Lucchesi, sindaco di Castellina, conferma: «L'unione, a differenza delle convenzioni, ci dà la possibilità anche di cambiare i servizi alla radice». Come produrre economie? Già oggi i 5 comuni gestiscono in convenzione alcune funzioni come la protezione civile o il randagismo. Con l'Unione si vengono ad associare amministrazione generale e finanziaria, polizia municipale, viabilità e trasporti, istruzione e edilizia scolastica, urbanistica e servizi sociali. Due di queste funzioni vanno associate entro il 31 dicembre, il resto entro il 2012.
«In partenza sarà difficile poter realizzare economie, che si vedranno in un secondo momento. Serviranno, semmai, investimenti», sottolinea ancora Gruppelli. E proprio lo strumento dell'Unione - dicono i sindaci - consente di accedere a quelle risorse che la Regione Toscana ha messo in campo. «Sarebbe da folli e da irresponsabili - aggiungono Pellegrini (Montescudaio) e Fontanelli (Riparbella) - rinuciare a questi soldi». E spiega così i motivi per cui si è data un'accelerata a quesa operazione. Anche per essere più competitivi nei bandi regionali e statali. «Non abbiamo informato i cittadini? - tuona Pellegrini -. E' falso. L'unione è nel mio programma elettorale e in quello di altri sindaci». Di fronte al vincolo del patto di stabilità che toccherà dal 2013 anche questi comuni, la strada dell'Unione - fanno notare i sindaci - pone al riparo dalle rigide alchimie del patto che stritola i comuni più grandi.
Dove si risparmierà? Alcuni esempi: oggi all'ufficio tributi lavorano 5 dipendenti. Ne basteranno 4 per tutti i comuni. Si potranno tenere più aperti gli sportelli dei singoli comuni. E in futuro si lavorerà per un regolamento unico dei tributi. Pensiamo alle gare d'appalto: invece di 5 ce ne sarà una per tutti: dai software per gli uffici, alla mensa o lo scuolabus. Pensiamo ai vigili urbani, alla possibilità di coprire il servizio di notte. Una rivoluzione, insomma, che all'inizio potrà incontrare alcune difficoltà.
Abbiamo scelto l'unione perché rappresenta una forma più strutturata che consente anche un indirizzo politico». E Lucchesi, sindaco di Castellina, conferma: «L'unione, a differenza delle convenzioni, ci dà la possibilità anche di cambiare i servizi alla radice». Come produrre economie? Già oggi i 5 comuni gestiscono in convenzione alcune funzioni come la protezione civile o il randagismo. Con l'Unione si vengono ad associare amministrazione generale e finanziaria, polizia municipale, viabilità e trasporti, istruzione e edilizia scolastica, urbanistica e servizi sociali. Due di queste funzioni vanno associate entro il 31 dicembre, il resto entro il 2012.
«In partenza sarà difficile poter realizzare economie, che si vedranno in un secondo momento. Serviranno, semmai, investimenti», sottolinea ancora Gruppelli. E proprio lo strumento dell'Unione - dicono i sindaci - consente di accedere a quelle risorse che la Regione Toscana ha messo in campo. «Sarebbe da folli e da irresponsabili - aggiungono Pellegrini (Montescudaio) e Fontanelli (Riparbella) - rinuciare a questi soldi». E spiega così i motivi per cui si è data un'accelerata a quesa operazione. Anche per essere più competitivi nei bandi regionali e statali. «Non abbiamo informato i cittadini? - tuona Pellegrini -. E' falso. L'unione è nel mio programma elettorale e in quello di altri sindaci». Di fronte al vincolo del patto di stabilità che toccherà dal 2013 anche questi comuni, la strada dell'Unione - fanno notare i sindaci - pone al riparo dalle rigide alchimie del patto che stritola i comuni più grandi.
Dove si risparmierà? Alcuni esempi: oggi all'ufficio tributi lavorano 5 dipendenti. Ne basteranno 4 per tutti i comuni. Si potranno tenere più aperti gli sportelli dei singoli comuni. E in futuro si lavorerà per un regolamento unico dei tributi. Pensiamo alle gare d'appalto: invece di 5 ce ne sarà una per tutti: dai software per gli uffici, alla mensa o lo scuolabus. Pensiamo ai vigili urbani, alla possibilità di coprire il servizio di notte. Una rivoluzione, insomma, che all'inizio potrà incontrare alcune difficoltà.
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