Finanza
Congelato il ripetitore delle polemiche
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Il traliccio in via Lorenzini che ha colpito un operaio il 10 maggio scorso Il sito in via Lorenzini bloccato dalla Procura per un infortunio sul lavoro
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ROSIGNANO. Ma che fine ha fatto il ripetitore tra via Lorenzini e via Ombrone, nella "pineta alta" di Castiglioncello, al centro di aspre polemiche dei residenti? Il cantiere oggi è fermo. Congelato. Da cosa? Dalla Procura, che sta ancora indagando sull'infortunio sul lavoro successo il maggio scorso. Il 10 maggio, infatti, il titolare dell'impresa edile - Mario Agravi, 59 anni di Chianciano Terme - che ha vinto l'appalto dei lavori per la costruzione della nuova antenna rimase schiacciato sotto ad un traliccio. Una botta terribile, soprattutto alla testa. Dal quel giorno il cantiere è sotto sequestro, in attesa che la magistratura finisca i propri accertamenti per individuare le cause e le responsabilità di quella tremenda caduta, oggetto anche di una discussa in consiglio comunale Ma c'è da scommettere che quando i lavori riprenderanno, i residenti - che sul caso hanno consegnato al sindaco Alessandro Franchi una petizione anti-ripetitore perché preoccupati degli effetti dei campi elletromagnetici - porteranno avanti la loro battaglia per impedirne l'accensione. Su questo impianto, a proposito di sicurezza, è anche intervenuta Arpat, che attraverso una nota ha provato a fare chiarezza sugli effetti dell'impianto. «I pareri espressi da Arpat - si legga nella nota sul caso - sono stati favorevoli in quanto, secondo i calcoli cautelativi effettuati, i livelli previsti sono risultati compatibili con i limiti vigenti. Arpat, comunque, prescrive un collaudo di verifica già programmato una volta che tutti gli impianti in progetto saranno in esercizio».
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