Addio vecchi banchi: classi come salotti con la novità agorà
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Bambini della terza C all ingresso a scuola e, in alto in classe con linsegnante 3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Il progetto senza zaino, avviato ieri col suono della prima campanella nella nuova struttura della scuola Guerrazzi, in via Vico, genera grandi entusiasmi e anche qualche disappunto. Almeno fra i genitori. Mentre la quasi totalità delle famiglie si mostra entusiasta «quattro o cinque alunni su circa 500 - afferma la dirigente Roberta Gori - sono stati ritirati dalla scuola; le famiglie non hanno condiviso il metodo e hanno preferito una scuola tradizionale. Per il resto - prosegue - a parte qualche perplessità iniziale, comprensibile quando ci sono delle novità, i genitori hanno risposto positivamente e anche i bambini stamani (ieri, ndr) hanno apprezzato la nuova struttura». «In compenso - aggiunge - abbiamo ricevuto numerose richieste da parte di famiglie con bambini in altri plessi del circolo didattico di passare alle Guerrazzi; purtroppo non è stato possibile per questione di numeri. Tuttavia già in questo anno scolastico c'è l'intenzione di avviare il metodo senza zaino anche nelle classi prime delle Boschetti-Alberti e delle Rodari». L'accoglienza positiva della nuova metodologia si percepiva anche dai primi commenti raccolti fra genitori, alunni e insegnanti, ieri mattina dopo il taglio del nastro, al quale erano presenti il sindaco Stefano Benedetti, e la giunta al completo, oltre al presidente della provincia Giorgio Kutufà e all'ex sindaco Paolo Pacini. «L'impressione - dice Francesca Cocco, madre di un alunno di prima - è estremamente positiva, perché questo metodo valorizza le caratteristiche personali, sviluppa più competenze mirando a rendere i bambini più capaci di affrontare compiti anche successivi». Le voci sono incoraggianti e fiduciose nell'efficacia del metodo. «Se è come ci è stato presentato - aggiunge Federico Bonarrico - siamo contenti». L'abolizione dello zaino è accolta come una liberazione un po' da tutti: genitori e figli che non devono più trasportare pesi improponibili e insegnanti che non rischieranno più di inciampare negli ingombranti sacchi a spalla seminati fra i banchi. Anche se la novità, al momento, riguarda solo le classi prime. «Non abbiamo voluto incidere troppo sulle famiglie - dice la dirigente - che gli anni passati avevano comprato lo zaino; ma il principio resta lo stesso, le cartelle saranno leggere, conterranno solo lo stretto necessario; tutto il resto resterà a scuola. Gli zaini verranno svuotati sui banchi e resteranno fuori dell'aula». Gli alunni delle prime, invece, avevano una valigetta di plastica tipo ventiquattrore. Nel primo impatto con la struttura i bambini sono rimasti colpiti positivamente dalla luce, dai colori e dai grandi spazi. L'edificio infatti ha pareti esterne con grandi vetrate che permettono un'intensa illuminazione naturale. Piacciono anche i super-banchi dove si sta in gruppo, condividendo i materiali. Qualcuno ha già notato e apprezzato l'agorà ossia uno spazio ricavato nell'aula con tappeto e divanetti in gommapiuma rivestita. «Uno luogo - spiega l'insegnante Daniela Creatini - dove i bambini possono leggere, discutere, confrontarsi; fa parte - della concezione del metodo senza zaino, fondato su tre principi cardine: responsabilità, autonomia, accoglienza». Chiara Castaldi ALTRO SERVIZIO A PAG.12
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