Attenzione
C'era una volta la pineta Marradi
Alessandra Bernardeschi
Lampioni rotti, sporcizia e accampamenti: ora una frana mette ko la spiaggia
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CASTIGLIONCELLO. La pineta Marradi, uno dei luoghi più prestigiosi di Castiglioncello, è nell'abbandono. Chiusa per pericolo di frane una parte della piccola spiaggia rocciosa che si trova proprio sotto al ristorante Cardellino; divelta con forza la porta di uno dei due bagni pubblici guasti da oltre un mese; al buio intere zone per mancanza di lampioni, alcuni rotti e mai sostituiti. E, come se tutto ciò non bastasse, una zona è stata trasformata da alcuni senzatetto in un camping a cielo aperto. Così si presenta, a metà settembre, la pineta Marradi, luogo di attrazione di Castiglioncello. Spiaggia chiusa. L'ordinanza 449 firmata dal vice-sindaco Lilia Benini ha imposto il divieto di accesso alla spiaggia e divieto di balneazione fino a dieci metri dalla battigia in quel piccolo tratto di litorale che si trova sotto al ristorante Il Cardellino. Il provvedimento è stato preso dopo che alcuni detriti che si sono staccati dalla parete rocciosa, che si trova proprio a ridosso della spiaggetta spaventando alcuni presenti. Dopo un sopralluogo, i tecnici del Comune hanno stabilito la possibilità che altri pezzi di roccia possano staccarsi. La parte di spiaggia interessata alla caduta frane è stata recintata con una rete arancione. La discesa che manca. La spiaggetta rocciosa, tipica delle coste di Castiglioncello, si trova proprio sotto il locale Il Cardellino ed è molto frequentata in estate sia per la sua bellezza naturale, sia perché è uno dei pochi tratti di litorale rimasto a libera balneazione. Per accedervi bisognerebbe transitare da uno degli stabilimenti balneari adiacenti ma, in questo caso, il condizionale è più che d'obbligo. Infatti, ieri mattina attorno alle 10,30, era impossibile non notare il via vai di turisti che giunti sul prato-belvedere del Cardellino, saltavano la staccionata in legno, tra l'altro rotta in più punti, per scendere in quella parte di spiaggetta ancora praticabile perché non interessata dall'ordinanza. Il problema sta nel fatto che per accedere a quella spiaggia i villeggianti scendono direttamente dalla roccia franosa, con evidente pericolo per la loro incolumità. Anni fa, proprio al limite del belvedere, l'amministrazione comunale realizzò uno scivolo di cemento con l'evidente intenzione di proseguire con i lavori e realizzare una scala pubblica che portasse al litorale. Invece, della scala neanche l'ombra e, al termine dello scivolo, è stata posta una grata in ferro murata negli scogli. Una grata che non ferma i turisti che, negli anni, si sono creati un varco nella roccia e nella vegetazione per scendere sulla spiaggia. Da anni i cittadini chiedono che sia aperto un varco così come è stato fatto più a monte, accanto ai bagni Tre Scogli. I senzatetto. Sempre nella stessa area della pineta un gruppo di senzatetto ha trasformato le panchine in letti ed ha provveduto ad attaccare, tra un pino e l'altro, un filo per stendere i panni. Bagni chiusi. C'è chi si chiede dove gli homeless facciano i loro bisogni quotidiani, visto che i bagni pubblici sono chiusi da oltre un mese. E qualcuno forse stufo di aspettare l'intervento di un idraulico, nella notte scorsa ha buttato giù la porta di uno dei due bagni. Sos lampioni. Infine il buio, soprattutto in alcune zone della pineta per mancanza di lampioni. Una situazione che determina problemi di sicurezza soprattutto a coloro che frequentano la pineta di notte.
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